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Utente Super



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Inserito il - 14/05/2009 : 18:02:37  Mostra Profilo Invia a enter un Messaggio Privato
"Cosa ti ha detto Lemhan"le chiese Gerry,"poco o niente,l'avvocato è andato via poco convinto,forse non l'ha bevuta"gli rispose Pirson che nel frattempo si era sistemata sotto un grosso albero. Si guardava intorno incantata,doveva essere stanca e sotto pressione,si vedeva chiaramente dal suo continuo allontanarsi da quei discorsi,era come se dentro non avesse più spazio per niente e questo la stancava e la faceva star male."Sono dieci anni che faccio questo mestiere e sono venuta qui un sacco di volte,ogni volta è più bello questo posto,mi ricorda la mia infanzia,mio padre nei fine settimana ci portava tutti sul fiume,e mentre noi facevamo il bagno lui tentava inutilmente di pescare,non ha mai pescato niente"a vederla si sarebbe detto che fosse in trance,aveva gli occhi vuoti e guardava il nulla,un mezzo sorriso e la mano sulla fronte quasi a voler stringersi la testa per tirare fuori i ricordi. Gerry continuava a sentirsi a disagio e non sapeva cosa dire,la lasciò parlare."Quando lo uccisero,ero ancora abbastanza piccola,non ci sono più tornata sul fiume ma il desiderio di passare la vita in un posto così mi è rimasto,mi ricorda lui e sto bene. Era un poliziotto di città,una sera è uscito da casa e non è più tornato,noi eravamo in tre e mia madre ci ha dovuto fare anche da padre,non si è mai voluta risposare e forse non ha mai più conosciuto un uomo,in questo è stata dura con se stessa e con noi,la figura di un padre non si sostituisce,ne si ricambia come i pezzi di un auto.Gerry continuava sempre più a sentirsi fuori luogo,fece per alzarsi ma lei lo bloccò"parlami di Linda,di come vi siete conosciuti perchè non state più insieme e di perchè sei così preoccupato,visto che a quanto sembra Torner non c'entra con la sua sparizione,forse è solo andata via,forse è in cerca di qualcosa che fino ad adesso non ha avuto,forse un altro uomo o un lavoro migliore"Fu seriamente tentato di andare via ma decise che forse parlarne con qualcuno non gli avrebbe fatto male anzi ne sentiva quasi la necessità,l'ultima volta che aveva deciso di parlare con qualcuno non aveva avuto successo,il suo interlocutore,il dott.Calvin non era in ufficio e chissà dov'era,nonostante le ricerche non si sapeva ancora niente di lui.Incominciò a raccontargli della sua storia con Linda,dei problemi iniziali,del lavoro,della casa e di tutti i guai che l’avevano spinto a lasciarla,mentre parlava si rese conto che gli veniva facile esprimersi con lei,altro che dottore,altro che analisi,non era stato mai tanto sincero,sicuro e autocritico,nemmeno con se stesso.Alla fine si voltò verso di lei in attesa di un commento,non l’aveva interotto per niente e sembrava che non si fosse persa una sola parola di tutto il racconto. Lei lo guardò a lungo e poi gli disse:“quanto siete sciocchi voi uomini,non imparerete mai a capire veramente cosa vuole una donna,cosa desidera,cosa sogna“
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Utente Super



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Inserito il - 15/05/2009 : 09:36:14  Mostra Profilo Invia a enter un Messaggio Privato
“Va bene,va bene,cerchiamo di non perdere la calma “più che agli altri sembrava stesse parlando a se stesso,era agitatissimo,i suoi uomini,l’avvocato e i due assistenti erano li immobili e silenziosi,non era consigliabile distrarlo o contrariarlo quando stava così. “Abbiamo la certezza che la segretaria di Calvin è protetta dai federali e che non è possibile intervenire,abbiamo la certezza che la donna di Gerry è sparita ma non sappiamo se sta coi federali o con chi e perché,non sappiamo se Gerry è realmente scappato o se stanno cercando di tirarla alla lunga,una cosa è certa non è in stato di fermo,non sta coi federali e non abbiamo notizie di lui da ieri”.Si accese un sigaro e li fissò “gli do altre ventiquattro ore per farsi vivo,dopodicchè trovatelo,non mi interessa come,dove e a quanto e con chi,trovatelo e basta. Lei avvocato,dovrebbe sguinzagliare i suoi segugi e cercare tutto quello che può collegare Gerry o la sua donna o tutti e due a qualsiasi cosa abbia a che fare con notai,studi legali,banche”. “Di cosa si preoccupa sig.Torner?”gli chiese l’avvocato “Gerry non è stupido e ora che sta scappando,se sta scappando,potrebbe lasciare un memoriale da qualche parte,o a qualcuno,ed io non posso permettermi di essere coinvolto in niente,in questa città sono ancora abbastanza coperto e rispettato,ho amicizie influenti e importanti,se proprio devo trovarmi nei guai non voglio che sia per mano di quell’uomo al quale ho tolto tutto e al quale potrei togliere anche la vita”
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cicow1
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Inserito il - 15/05/2009 : 20:26:41  Mostra Profilo Invia a cicow1 un Messaggio Privato
Joseph guidava con una certa calma, forse troppa per i gusti di Linda; ma non se ne preoccupò più di tanto. Aveva gli occhi incollati fuori dal finestrino e le sembrava di trovarsi in un posto incantato. Il paesaggio la distoglieva da tutto quanto il resto. Poi l’auto imboccò una piccola strada, addentrandosi in quello che sembrava un vero e proprio bosco. Si fermò quando giunse davanti un maestoso cancello, completamente in ferro battuto forgiato da chissà quale abile fabbro, sorretto da due grandi colonne in pietra con decorazioni in rilievo scolpite a mano. Linda notò immediatamente che riproducevano, uno per uno, praticamente tutti gli elementi del disegno riportato sul libro di Strathmore: i cerchi, i triangoli, i raggi solari invertiti, tutto. In cima ad ogni colonna una grossa sfera era sorretta dal basso da due mani. Il cancello intanto si era aperto. Lo attraversarono. Mentre si richiudeva Linda si voltò; non era facile guardare attraverso il piccolo vetro oscurato della limousine, ma riuscì a vedere che al centro del cancello, diviso tra le due ante, era riprodotto perfettamente quello stesso disegno. “ Lo troverà ovunque...da ora in avanti!” disse Strathmore anticipando i suoi pensieri. “ Già!” rispose, “ me ne stò accorgendo! .. forse anche per questo è tanto ansioso di conoscerne la storia !” esclamò. “Infatti !...ho bisogno di sapere miss Linda!” . “ La capisco!” rispose. Intanto stavano percorrendo un viale bellissimo, costeggiato da alberi di quercia imponenti ; sul fondo si intravvedeva una costruzione notevole. “ E’ la mia casa!” disse Strathmore. “ Probabilmente lei ha un senso della misura diverso!” esclamò divertita “questa è una villa stupenda, immensa,…una reggia!” disse mentre erano quasi arrivati. “ Infatti ha ragione, è una reggia, nel vero senso della parola; l’ho ereditata da mia madre, ma per me è soltanto la mia casa!” precisò. La limousine si fermò. Ad aspettarli c’era un uomo ed una donna, perfettamente allineati e composti. “Loro hanno cura di questo posto,.. e di me!” disse Strathmore. Joseph scese dall’auto, salutò con un cenno i propri amici, poi aprì la portiera di Linda. “ ..è bellissimo qui !” esclamò scendendo. Strathmore eseguì le presentazioni dovute. “ Avete qualche bagaglio con voi miss Linda ?” chiese Nicolas, il maggiordomo. “ grazie!..ma non ho praticamente nulla con me!” rispose. “ non preoccupatevi !” intervenne Clara, la cuoca “ Sir Strathmore ha fatto giungere qui per voi un guardaroba completo!.. siete una ragazza davvero bella!” concluse infine mentre si avviava in casa. “grazie!” esclamò LInda. Intanto dalle scale centrali che portavano all’ingresso della villa scendeva un uomo; non poté fare a meno di guardarlo. Strathmore, vedendolo, gli andò incontro a braccia aperte. “ Louis..!” esclamò contento, “...ti aspettavo, ma non così presto! ..non sai che piacere mi fa vederti qui!” disse abbracciandolo. “Anche a me zio!” rispose, “ sapevo che avevi bisogno di me, e visto che ho dei giorni liberi ho pensato di anticipare il mio arrivo !” gli rispose mentre guardava Linda. “..e hai fatto bene!” disse Strathmore. “ ..vieni!” prosegui , “lei è Linda, Linda Holland!” Louis le porse la mano.”“Finalmente la conosco!” Linda avvertì un piccolo brivido in quella stretta, decisa ma non eccessiva …” ..e non immagina quanto ne sia felice!” concluse. “.. è un piacere anche per me!” rispose. Le guance le erano diventate rosso fuoco, e ne sentiva il calore. Era sempre così ogni qualvolta si trovava in situazioni che le suscitavano emozioni particolari ; un po’ se ne vergognava. Strathmore intervenne. “ lui è mio nipote Louis, figlio del mio defunto fratello Peter. E’ un ragazzo in gamba..ed un esperto archeologo!” concluse. Ne parlava con un certo orgoglio. “…ne sono sicura!” esclamò Linda. “ ..se non ha nulla in contrario…vorrei che lavoraste insieme, che ne dice?” le chiese Strathmore. “…per me va bene!” rispose. “ sono contento!” intervenne Louis, “ lavorare con lei sarà un onore, e un piacere!” . “ che ne dici se ci diamo del tu!” chiese Linda, incredula di esserci riuscita., nonostante le guance sempre più rosse. “ hai ragione!” esclamò Louis. “Bene!” intervenne Strathmore, “ ora andiamo in casa! Nicolas…fai preparare un buon the! ordinò poi. “ con piacere signore!” rispose avviandosi. “Sir Strathmore..? posso farla ora quella telefonata a mia sorella?” chiese Linda fiduciosa. “ Certo!” le rispose, “ a patto però che non duri più di tre minuti e che non parli di me. Per ora nessuno deve sapere dove si trova!” . “ Ok, va bene., farò come dice..,voglio solo tranquillizzarla.., e tranquillizzarmi!” concluse mentre si apprestavano a varcare il grande portone d’ingresso in legno massiccio.

cico
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Inserito il - 17/05/2009 : 19:35:45  Mostra Profilo Invia a enter un Messaggio Privato
In effetti lui,nei loro anni di convivenza,non aveva mai capito se Linda desiderasse altro e cosa. Erano semplicemente felici,durante la settimana erano presissimi dal lavoro e dai vari appuntamenti che soprattutto lui aveva in qualsiasi orario e in tutti i giorni,ma nei fine settimana o durante le feste ritornavano a essere i due dell’inizio,a volte si usciva altre si rimaneva in casa a volte pure in pigiama,erano contenti nella loro solitudine nel loro isolarsi da tutto e da tutti. “ Laura,la sorella di Linda com’è?”chiese a Pirson. “l’ho appena vista,non ci ho parlato molto,è bella,sveglia,sono contenta che se ne occupi un’altra squadra”Gerry notò un pizzico di gelosia in quell’affermazione e si ricordò di Linda e di quando si salutavano prima di lasciarsi per il lavoro,ogni mattina con la scusa di aggiustargli il colletto o la cravatta gli si avvicinava e lo stringeva stretto stretto e guardandolo negli occhi gli diceva “ma chi è questo bel ragazzo ? di chi è questo bel ragazzo ?attento signorino,attento e stai lontano dalle donne,torna a casa appena puoi,lì fuori ci sono tante monelline ”. Incominciarono a tornare dietro,nei taciti accordi di squadra, toccava a Pirson preparare da mangiare. Incontrarono uno dei due agenti che faceva un esercizio strano,sembrava che si allungasse in tutte le direzioni per poi comprimersi improvvisamente,gli fece un certo effetto,lui con gli esercizi fisici non era mai stato bravo,poco lontano c’era l’altro,seduto ad un tavolino aveva smontato una pistola o qualcosa di simile e la stava pulendo,sembrava stesse accarezzando una donna,si fermò solo un attimo e sorrise mentre loro passavano,non capì se era rivolto a lui o a Pirson quel sorriso. “Non farci caso,nonostante siano due agenti fidatissimi e preparati rimangono sempre due uomini,e lo sai come sono gli uomini quando hanno vicino una donna. Io ormai li conosco e non ci faccio caso,ma ci ho messo tanto ad abituarmi ad un ambiente prevalentemente maschile,anche le donne hanno qualcosa di mascolino,diciamo che si perde la femminilità dopo l’addestramento e con anni di servizio” a lui non sembrava che avesse perso tanto, la tuta che indossava e quello che fasciava era stata,dopo il posto che li circondava,la prima cosa bella dopo anni d’indifferenza e di astinenza,solo la pistola sotto il giubbino l’aveva frenato prima e forse,decise,meglio un’amica con la pistola che una pistola nemica…..
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cicow1
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Inserito il - 17/05/2009 : 21:40:37  Mostra Profilo Invia a cicow1 un Messaggio Privato
E’ la Liberty Bank….” disse il tenente Harvey, “è nei pressi dell’ Indipendence Park ,non è molto lontano da qui!”. “Bene!” rispose Laura, ”andiamoci!” ..andiamo ad aprire questa cassetta!”. “Ok!” rispose, “..e speriamo di non avere problemi!”. “ che problemi dovremmo avere?” gli chiese, “ fino a prova contraria…solo il titolare di un conto, o di una cassetta di sicurezza può accedere a determinate operazioni!” precisò. “ sei tu il poliziotto, no? …sai come si gestiscono queste cose!” replicò Laura, “ Ma mi dici cosa ti prende?..ho l’impressione che tu ce l’abbia con me!” esclamò Poul. “ Non ho nulla! …sono solo preoccupata per Linda! ..tutto qui!”. “ sei davvero sicura che si tratti solo di questo?”, “ Certo!” gli rispose. Laura si rese conto che stava esagerando ; era la prima volta che si sentiva così. Fortunatamente erano giunti nei pressi della banca; Poul parcheggiò l’auto e scesero. “ Tu sei una mia collega!” le disse. “Un'altra?” esclamò lei ironica. Puol la guardò sorridendo, “ si, ma la più bella!” rispose. “E se mi chiedono il distintivo?” chiese Laura ricambiando il sorriso, “ non lo faranno! ..basterà il mio!” rispose. Prima ancora di entrare in banca lo estrasse e lo mostrò in bella vista alla guardia che ne piantonava l’ingresso. “ FBI ! Sono il tenente Harvey e questa è la mia collega, dobbiamo parlare con il direttore!” disse. “ Un momento!” rispose la guardia impugnando la ricetrasmittente. “ Ci sono due agenti dell’FBI che vogliono parlare al direttore! comunicò,” bene, li faccio entrare allora!”. “prego!” disse sbloccando la porta. “Grazie!” rispose Laura. Appena entrati un impiegato si dirigeva già verso di loro. “ ..efficiente la banca!” osservò Laura. “FBI ?” chiese l’uomo. Poul si limitò a mostrare il distintivo. “ Prego, seguitemi!”. Li accompagnò nell’ ufficio del direttore , semplice ma elegante, con diverse poltrone ed una grande scrivania in legno naturale. “ il direttore sarà qui a momenti!” disse mentre si allontanava. Laura prese una rivista dalla scrivania e ne sfoglio poche pagine, poi la rimise a posto. “..economia, azioni, nasdaq, mibtel…nient’altro! Non è il mio forte!” esclamò. ”..neanche il mio!” disse Poul. “ credo che stia arrivando!” continuò poi vedendo un uomo sopraggiungere speditamente. “Salve!” esclamò appena varcò la soglia dell’ l’ufficio, “ mi chiamo Philiph Cruisher, sono il direttore della banca.!” Continuò porgendo la mano prima a Laura.” Prego, accomodatevi!” li invitò mentre si sedeva dietro la scrivania, “ come posso esservi utile!” . “Senta!” esordì il tenente, “ veniamo subito al dunque!..dobbiamo aprire una cassetta di sicurezza!” . Un certo disappunto si disegnò sul volto dell’uomo, che a Laura parve subito simpatico con la sua bassa statura e un bel po’ di chili di troppo. “ Presumo..” iniziò, “ che la cassetta da aprire non è la sua signor…?” . “Harvey, tenente Poul Harvey, della federal reserve!” intervenne mostrando ancora il distintivo. “..no, non è la mia!” concluse infine. “Già, lo immaginavo!” disse, “ cosi come non è nemmeno la sua miss..?” , “Laura, Laura Sthelton !” esclamò, “ no, non lo è!”. “ Allora a chi appartiene? “ e’ di mia sorella, Linda” precisò Laura. Il direttore poggiò entrambe le mani sulla scrivania. “ Sapete che questo non posso farlo, non è possibile, non è consentito! ..e questo tenente lei lo sa ! Senza contare il fatto che per aprire una cassetta di sicurezza ci vuole una password che è in possesso esclusivamente del proprietario, nemmeno il direttore può conoscerla! Poi c’è tutta una procedura da rispettare, moduli da firmare…,insomma è complicato!” concluse. “ Complicato, ma non impossibile!” precisò Poul. “ La password ce l’abbiamo!” esclamò Laura, “ me l’ha data mia sorella!.” . “ ma perché non viene personalmente?” chiese agitato il direttore. “ perché non può, perché è scomparsa, forse in pericolo anche,..ed è importante che quella cassetta venga aperta prima che sia troppo tardi!..le basta!” disse seccamente Harvey alzandosi dalla poltrona, “ ora..” continuò..” lei ha due scelte! La prima: ci porta nel caveau delle cassette di sicurezza, ce la fa aprire e poi scompariamo..oppure la seconda : mandarci via adesso..e vederci ritornare tra qualche ora con un regolare mandato, ma, a quel punto, le assicuro che rimpiangerà non aver scelto la prima soluzione.. perché le controlleremo ogni singolo file presente nell’archivio informatico della banca. A lei la scelta direttore!” . Ci fu qualche secondo di silenzio, il direttore fece un lungo respiro. “ Andiamo!” disse infine alzandosi, “ vi porto nel caveau!”. Laura guardò Poul, che le strizzò l’occhio.

cico
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Inserito il - 18/05/2009 : 10:27:44  Mostra Profilo Invia a enter un Messaggio Privato
Mentre Pirson preparava la cena,si ripetette la stessa operazione della mattina. I due agenti in poco tempo e senza parlarsi, apparecchiarono,prepararono i contorni e in men che non si dica era già tutto pronto. Cenarono senza quasi scambiarsi una parola e dopo aver sgombrato tutto,Gerry uscì sulla veranda a fumarsi una sigaretta mentre Pirson lavava i piatti e i due agenti erano sul salotto a trafficare con un portatile. La serata era dolce e quell’odore di bosco ancora più delicato della mattina,anche i suoni si erano attenuati ma non cessati del tutto,si sentiva meglio lo scroscio dell’acqua del fiume. “C’è Lemhan al telefono,ti vuol parlare” al suo fianco c’era Pirson che li stava porgendo il cellulare. “Come và ? il posto è di tuo gradimento? e la compagnia?”gli chiese Lemhan.
“E’ tutto a posto,ma dimmi ci sono notizie di Torner?e di Linda?quanto tempo ancora dovremmo stare qui?”.Lemhan aspettò qualche istante e riprese “Torner ha sguinzagliato i suoi segugi,stanno passando in rassegna tutta la feccia della città e il suo avvocato opera parallelamente sul fronte banche e notai in cerca di qualche traccia tua o di Linda. Noi siamo più fortunati,primo perché sappiamo dove sei,secondo perché stiamo battendo altre strade con l’aiuto di Laura,per quanto riguarda Linda non abbiamo ancora niente,ma credimi,meglio così se li fosse successo qualcosa di grave sarebbe venuta fuori,non è in mano di Torner,questo è sicuro. C’è un’altra cosa che voglio dirti,ho sulla mia scrivania,tutta la documentazione per la richiesta di protezione del testimone,non l’ho ancora presentata perché vorrei giocarmi un’ultima carta,prima di dire al mondo intero che tu stai con noi. Ti ricordi che avevamo studiato la possibilità d’incastrarlo con l’emissione di falsi titoli,controllati da noi,nella speranza di farlo uscire allo scoperto? o quanto meno di togliergli un sacco di soldi prima di sbatterlo in galera per riciclaggio ed evasione? Che ne pensi ?” Gerry ci pensò un attimo e poi gli disse “questo significherebbe,mettermi di nuovo nelle sue mani,e con quali garanzie? Se sapessi almeno che Linda è al sicuro,ci devo pensare,dammi tempo.”
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cicow1
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Inserito il - 19/05/2009 : 22:17:40  Mostra Profilo Invia a cicow1 un Messaggio Privato
Linda..,tenga presente il fuso orario!” le disse Strathmore . “ Ha ragione!” esclamò fermandosi davanti al portone, “..non ci avevo proprio pensato !” disse. “ ..qui sono le 15e12 ma a Philadelphia saranno più o meno le nove!” precisò .“ Già!” replicò Linda,” ..tutto sommato però anche se sono le nove non è poi così presto!..e poi, presto o non presto..io voglio sentire mia sorella!” concluse mentre entrava in casa. “ Si ricordi quello che le ho detto miss Linda!” le gridò per essere sicuro che lo sentisse. “ Stia tranquillo sir Strathmore, è tutto chiaro!” urlò, ma le parole le rimasero quasi in gola appena poté ammirare quello che le si presentava davanti agli occhi. Una grande sala, con al centro un mosaico che ne copriva quasi l’intera superficie. Raffigurava una semplice ma bellissima rosa dei venti., “..per fortuna!” pensò Linda ad alta voce credendo di trovarvi ormai il solito disegno. Sul fondo, di fronte al portone di ingresso, due rampe di scale si scagliavano verso il piano superiore formando due archi che si incontravano su di un atrio con balaustra sporgente. L’arredamento, da una prima occhiata, le parve in stile Luigi XVI, naturalmente autentico, come il salotto, composto da tre divani in legno intarsiati a mano e velluto trapuntato bordò scuro, posti a ridosso del mosaico, quasi sotto l’atrio sporgente del piano superiore. “ Mi scusi Nicolas..!” disse infine come riprendendosi all’improvviso., “ dove trovo un telefono?”. “ E’ su quel trumeaux..,là in fondo, vede?” le rispose garbatamente indicandoglielo. . “ si, grazie Nicolas!” disse dirigendosi. Quel trumeaux era un vero e proprio pezzo da collezione, una piccola scrivania in legno con cassetti nella parte inferiore e tiretti in quella superiore, un autentico Maggiolini. Pure il telefono fu una piacevole sorpresa, anche se non poteva essere altrimenti, visto lo stile generale della casa. Un vecchio apparecchio, in legno ed ottone con inserti in ceramica dipinta, ed il classico e datato sistema di numerazione, meccanico e tondo. Linda non ricordò se ne avesse mai usato un altro con quel sistema, prima d’ora. Aveva appena infilato l’indice sul primo numero. Strathmore entrò all’improvviso. “ Si fermi miss Linda, si fermi ..,la prego!” gridò. “ che succede?” chiese perplessa. “ Non ha già inoltrato la chiamata, vero?” le chiese preoccupato, “..no, stavo appena per farlo!” rispose. Strathmore tirò un sospiro di sollievo. “ ci avrebbero identificati immediatamente!” esclamò ,“ tenga questo!” disse porgendole un cellulare, “ … sarà molto più difficile risalire fin qui!” . “ peccato..!” esclamò Linda..,” mi stava divertendo comporre il numero in quel modo!” disse, “ ok.., mi accontenterò di questo banalissimo cellulare!” concluse. Digitò il numero, finalmente. Laura sentì il cellulare squillarle nella borsa, “ scusatemi !” disse prendendolo. “ sconosciuto” lesse sul display, quindi lo richiuse. “ ..cristo..sono io Laura, rispondimi, ti prego!” !” pensò ad alta voce Linda riprovandoci. Il cellulare squillò ancora. Philiph Cruisher, il direttore della banca, li stava accompagnando nel caveau delle cassette di sicurezza, si voltò. “ Se vuole rispondere lo faccia adesso!” le disse, “ una volta nel caveau non potrà più farlo; qualsiasi comunicazione è interdetta all’interno!” precisò. “ dai..!” intervenne Harvey,” rispondi, o spegnilo .” . “Ok!” disse Laura fermandosi.” Scusatemi un minuto!” . “L’aspettiamo nella saletta di ingresso al caveau!” intervenne il direttore indicandole la porta a pochi metri da loro. “ Ok, tra un attimo sono da voi!” rispose Laura portando il cellulare all’orecchio. “ Pronto!” esclamò poi. “Laura?..Laura…sono Linda!” le gridò la voce all’apparecchio. “Linda!” gridò felice, “ ero cosi in pensiero per te!” continuò. “..anche io Laura, anche io!...non immagini quanto! Ascolta..non abbiamo molto tempo, tra pochi minuti dovrò chiudere!” precisò. “ Perché Linda ? ..cosa sta succedendo? Dove sei, ..sei in pericolo? ..dimmi qualcosa…,ti prego, non ci sto capendo più niente!...non abbiamo nemmeno avuto il tempo per gioire insieme dopo la bella notizia che mi hai dato stanotte sulle scale!” concluse agitata. “Lo so Laura, ma avremo tutto il tempo per farlo, te lo prometto…,te lo prometto! Nò, ..non posso Laura, per ora ti basta sapere che non sono in pericolo, e sto bene…te lo giuro! stai tranquilla..! E tu…tu come stai, dove sei ? Credevo che gli uomini di Torner ti avessero presa, scambiandoti per me!” concluse. “ No, tranquilla!” rispose Laura, “ sono in mani sicure; con il tenente Harvey , dell’FBI! ... è un bell’uomo sai!” esclamò cambiando tono, “..e credo che ci stia provando Linda!” concluse compiaciuta. “ Linda sospirò, “ Per fortuna!” disse, ” ..non fare come al solito. Lasciati andare se ritieni che ne valga la pena!...ora però sono io che devo andare Laura, mi dispiace!” . Aspetta.., aspetta Linda! Esclamò Laura, “ cosa cè in quella cassetta di sicurezza?” chiese. “ sapevo che ci sareste riusciti!” rispose, “ ..non lo so, non lo so neanche io Laura! Credo però si tratti di qualcosa che riguarda la mia infanzia…, e la tua., del perché siamo state separate.! In quel momento, sentendomi in pericolo, mi è venuta l’idea di lasciarti quel messaggio cifrato; sei stata la sola persona a cui ho pensato!” concluse. “ Grazie!” le rispose, “..tra poco sapremo la verità Linda; sono in banca con Poul !” . “ Allora ti piace davvero!” esclamò Linda. “Cosa?” chiese Laura perplessa, “ Poul!, ecco cosa! Hai pronunciato il suo nome con un certo…non so chè!..si, si, ti piace!” concluse divertita. “ ..dai..!” le rispose con un certo imbarazzo Laura. “Ok.,ora devo lasciarti Laura! no..,ti richiamo io appena potrò, te lo prometto. Sono tanto felice d’averti sentita, tanto davvero.!..lo so, anche io te ne voglio,tanto, ..a presto!”. Chiuse la comunicazione e lasciò il cellulare sul trumeaux. Linda sentì una lacrima scorrerle fin sopra le labbra ; si sentiva triste, ma anche sollevata : Laura stava bene, ed era questa l’unica cosa che contava davvero. Mentre continuava a pensare, passeggiava sul mosaico; lo stava ammirando. E’ vero, si trattava di una rosa dei venti, ma, osservandola con attenzione, si intravvedevano segni inusuali, inconsueti. All’improvviso si diresse sulla rampa delle scale e salì velocemente sull’ atrio. Si fermò al centro, appoggiando le mani sulla balaustra in marmo bianco che si affacciava dall'alto sul mosaico. Ora tutto era più chiaro, e dovette ricredersi. Al centro della rosa , mascherato sapientemente, era riprodotto ancora quel disegno. “ Glielo avevo detto!” esordì Strathmore entrando, “ lo troverà avunque miss Linda!”.

cico
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Inserito il - 20/05/2009 : 14:45:33  Mostra Profilo Invia a enter un Messaggio Privato
“Non è facile prendere una decisione simile,considerando il fatto che Torner potrebbe rintracciarti ovunque o che il programma di protezione potrebbe non durare una vita,lasciando alla mercè di tutti e di tutto Linda o qualsiasi altra persona a te vicino”disse Pirson fissandolo per cogliere una qualsiasi espressione che però non ci fu.Gerry aveva lo sguardo dritto davanti a se e sembrava non avesse sentito niente di quello che gli era stato detto. Lui,a parte Linda,non aveva più nessuno a cui pensare i suoi genitori erano morti in un incidente stradale e non si ricordava quasi più ne di parenti ne di amici. Dal giorno dell’incidente per lui era iniziata una nuova vita,fatta di studio,lavoro e alla fine Linda. Non ricordava nemmeno di aver avuto qualcosa di bello prima di incontrarla,maledizione quanto l’aveva amata e quanto ancora l’amava. “Vado a letto,buonanotte”disse a Pirson. Salito di sopra provò a fermare il cervello ma questi correva,correva e non c’era spazio per riflettere ne tanto meno per dormire. Si girava e rigirava nel letto sbattendo di qua e di la il cuscino nella speranza di trovare una giusta posizione,poi d’improvviso,senza quasi accorgersi di niente cedette al sonno e fu come ritrovarsi su una nuvola. Anche stavolta era andata,erano due anni che soffriva di quei disturbi del sonno,da quando non dormiva più con Linda, da quando era incominciato quell’inferno che ancora non finiva, anzi, mai come adesso sentiva il fuoco avvicinarsi pericolosamente.
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cicow1
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Inserito il - 22/05/2009 : 12:00:22  Mostra Profilo Invia a cicow1 un Messaggio Privato
Non ci crederai Poul ?” esclamò Laura appena li raggiunse nella piccola stanza che precedeva il caveau. “ Cosa?” gli chiese. “ Era Linda al cellulare!”. “ Cosa!...ma perché non mi hai chiamato?..avrei potuto farle qualche domanda! Esclamò. “ ti ha detto come sta? ..dove si trova…cosa succede?”. “No..no..no.., niente di tutto questo. Mi ha soltanto detto che stà bene, che non è in pericolo!...e questa per me è la cosa che conta di più adesso!” concluse. “ Si, hai ragione!” disse Harvey. “ ..ma dobbiamo sapere dove si trova,con chi..e cosa sta succedendo!” concluse poi. “ ..mi richiamerà appena potrà Poul, ..e lo farà!” esclamo Laura. “ ..speriamo allora che lo faccia presto!” replicò, “qualcosa però possiamo farla noi!” concluse. “ ..scusatemi!” intervenne Philiph, il direttore della banca, “ volete aprirla o nò questa cassetta?” esclamò con apprensione. “Siamo qui per questo!” recriminò Harvey, “Bene! ..allora muoviamoci !” disse porgendo dei moduli da firmare, “ una firma qui sotto e possiamo procedere!” esclamò. Entrambi diedero un velocissimo sguardo, poi firmarono. “Allora..” proseguì mentre ritirava i moduli, “lei ha detto di essere la sorella di Linda, Linda..?” . “Holland,…Linda Holland!”. “Un momento..!” esclamò mentre digitava qualcosa sulla tastiera del pc. ”..se è così ..perchè si firma con cognome diverso? …Sthelton ?” . Harvey sospirò. “ E’ una lunga storia direttore!” rispose Laura “ io e mia sorella siamo state divise, separate da bambine. Per questo siamo qui!” concluse. “questa cassetta forse contiene proprio le risposte che stiamo cercando!” intervenne il tenente. “ ok.., bene..basta così!” disse Philiph, “ avete la chiave, avete la password.., possiamo procedere!...seguitemi!” Si fermò davanti la pesante porta metallica del caveau e digitò un codice sulla tastiera alfanumerica posta di lato. Un rumoroso scatto la fece socchiudere, quindi entrarono. “ la cassetta è la n° 174!” disse. “ come potete notare ogni cassetta è munita di una piccola tastiera elettronica!” proseguì , “ prima dovete inserire la chiave, spingendola fino in fondo. La tastiera elettronica si attiverà, ve ne accorgerete perché si illuminerà. Quindi digitate la password, confermate con enter e girate la chiave in senso orario. Uno scatto… e la cassetta verrà spinta all’esterno di circa un centimetro. A quel punto potrete estrarla. Tutto chiaro ?” . “ Si, perfettamete!” rispose Laura. “..ah, un'altra cosa!” esclamò il direttore, “ nel caso sbagliaste nel digitare la password ..avrete una sola altra possibilità, dopodiché il sistema si bloccherà. Se dovesse essere necessario premete questo tasto rosso!” disse mostrandoglielo, “ ora vi lascio soli! Una volta finito rimettete la cassetta nel suo alloggio e spingete fino a chiuderla.” concluse uscendo. Laura estrasse la chiave dalla borsa e la inserì fino in fondo. Il display si illuminò. Digitò la password che aveva trascritto su un pezzetto di carta, confermò con enter. Sul display comparve la scitta ACCESS OK. Girò la chiave. Un piccolo scatto fece avanzare la cassetta di un centimetro. “ Perfetto!” esclamò Poul, “ dai, aprila ora !” . Laura cercò di sfilarla, “ Aiutami Poul!” disse, “ ..è piuttosto pesante!”. “Ok!” rispose afferrandola. “ .a te l’onore!” esclamò dopo che l’ebbero posata sul tavolo al centro del caveau. Laura incominciò ad ispezionarne il contenuto. C’erano diversi oggetti ; un orologio, un mazzo di chiavi con una piccola targhetta attaccata con su un indirizzo, una collana con un pendente in oro e una pietra rosa incastonata al centro ed un plico di fotografie tenute insieme da un elastico. Sul fondo una grossa busta sigillata con della cera lacca, con una scritta ed una firma: alle mie bimbe, Robert. Laura la teneva tra le mani, immobile. “ …non la apri ?” le chiese Poul. “ Lo vorrei!” rispose, “ ..non sai quanto!..ma credo sia più giusto che lo faccia Linda! ..spetta a lei Poul!” . “ ..ascolta Laura!..probabilmente è così..,ma non abbiamo molto tempo. Qui dentro possono esserci informazioni importanti per te, per Linda stessa! ..aspettare ancora può essere pericoloso!” precisò. “ Lo so..lo so. Ma non me la sento Poul.., ti prego! Voglio prima sentirmi con lei, per favore!. Poul comprese che era un momento difficile per Laura, in fin dei conti si trattava della sua vita. “ hai ragione!” le disse carezzandole il viso con una mano. “ Dai..!” proseguì poi, “ metti tutto nella borsa e andiamo!” concluse. “ Si!” rispose Laura facendolo. Poi rimisero la cassetta a posto ed uscirono dal caveau. Raggiunsero l’ufficio del direttore, ma lo trovarono vuoto. “ Dove sarà?!” chiese Laura, “ non ha importanza!” rispose Puol, “..abbiamo quello che cercavamo, possiamo andarcene!” . Uscirono dalla banca e salirono nell’auto. “ Dove andiamo ora? disse Laura mentre prendeva il plico delle fotografie dalla borsa, “ in centrale!” rispose Puol, “..dobbiamo scoprire da dove stava chiamando Linda!” esclamò. Laura non rispose; teneva una foto tra le mani. Poul vi voltò, notò che aveva gli occhi pieni di lacrime. “ Cosa c’è Laura?” le chiese gentilmente. Laura gli porse la foto: un uomo sorreggeva tra le braccia due bimbe che lo stavano abbracciando e baciando su entrambe le guance. “ ..è mio padre!” disse, “…nostro padre!”.

cico
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Inserito il - 22/05/2009 : 22:01:17  Mostra Profilo Invia a enter un Messaggio Privato
Non aveva idea di quanto avesse dormito,fuori era ancora buio e in casa regnava il silenzio,provò a riaddormentarsi ma dopo un po’ capì che non ci sarebbe riuscito. Ogni notte la stessa cosa,e il continuo cambio di letto degli ultimi giorni non l’aiutava affatto,si alzò e andò alla finestra,l’apri e tornò indietro a prendersi le sigarette,guardò l’orologio sul comodino,mancava poco alle 5. Decise che sarebbe andato in bagno dopo,era ancora troppo presto e non voleva disturbare nessuno,il fatto che lui non riuscisse a dormire non giustificava il non far dormire gli altri. Si accese la sigaretta e si sporse dalla finestra quel tanto da evitare di far entrare il fumo in camera,notò qualcosa che si muoveva sotto il portico e poi senti il leggero scatto di apertura dello sportello della macchina,il buio certo non l’aiutava ma sforzando gli occhi ad abituarsi a quella poca luce intravide una figura seduta in macchina e il classico bagliore del display di un telefonino. Sarà Pirson,pensò e sorrise tra sé,pensando che stesse chiamando il suo uomo alle 5 di mattina per dargli il buon giorno,che bello sentir squillare il telefono alle 5 e sentirsi dire “buon giorno”,non voleva trovarsi al posto di Lemhan. Finì di fumare e richiuse la finestra,decise che sarebbe stato meglio aspettare ancora un po’ prima di scendere giù,magari la colazione l’avrebbe preparata lui,o visto che Pirson era già in piedi,l’avrebbero preparata insieme. Prima che gli giungesse un rumore dalla cucina aveva fatto di tutto,aveva contato le travi in legno del soffitto,aveva contato le tavole perimetrali,si era sviluppato il calcolo della quadratura della camera e dell’intera casa,si era fumato altre due sigarette e aveva visto sorgere il sole,praticamente erano state due ore di vita buttate aspettando che qualcuno si svegliasse. Scese di sotto e trovò i due agenti che stavano preparando la colazione,di Pirson non c’era traccia,usci in veranda e non la trovò,decise di darsi una lavata in attesa che lei scendesse e di poter fare colazione. Stava salendo di sopra quando la incontrò,era ancora intontita e aveva gli occhi gonfi di chi si è appena svegliata “Buon giorno Gerry,fai in fretta,il bagno serve anche a me,se no stamattina chissà quando mangiamo”gli disse. Entrò nel bagno, chiuse la porta a chiave, si sedette sul bordo della vasca e pensò:
1)non sapeva che i due uomini erano già in piedi .
2)non era lei che stava telefonando.
3)chi stava telefonando e a chi,visto che l’unico telefono era il cellulare di servizio che aveva Pirson?
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cicow1
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Inserito il - 24/05/2009 : 13:35:13  Mostra Profilo Invia a cicow1 un Messaggio Privato
Già..! ..è proprio questo il punto!” esclamò Linda. “che cosa vuol dire?” chiese Strathmore perplesso. “ Senta George,…posso chiamarla George vero?”. ..è un piacere miss Linda!” le rispose.” Vede.., la storia è piena di segreti, più o meno importanti, reali o immaginari, svelati e non , e chi aveva il compito di custodirli lo faceva tenendoli appunto…segreti!” Personaggi storici, musicisti, scrittori, della chiesa, o politici..come Galileo, Leonardo da vinci, Garibaldi, Mozart, e tantissimi altri custodivano dei segreti, ..lo hanno fatto per tutta la vita e non mettevano certo in bella vista un qualsiasi elemento che potesse in qualche modo arrivare ed esso, svelarlo! Non hanno disegnato un indizio al centro di una sala!” disse indicando il disegno sul pavimento.. ”semmai ponevano sapientemente dei segni che pochi, e prescelti, potevano riconoscere ed interpretare!...qui invece siamo di fronte ad un simbolo che viene proposto continuamente, quasi ostentato!” . “ Quindi?” chiese con interesse Strathmore. “..quindi..c’è qualcosa che non mi convince, che non quadra!” rispose scendendo le scale, “ ..è come se chiunque di voi, della vostra famiglia e chi abbia a che fare con voi, debba accorgersene, debba notarlo. Ma questo va contro ogni logica!” concluse. “ Che sta cercando di dirmi miss Linda?”. “ Quando mi ha fatto vedere il disegno, sul libro,…sono rimasta colpita, ma nonostante la mia esperienza, non ricordo di averlo mai incontrato prima d’ora; neanche un mimino accenno su un qualsiasi libro del settore, un documento…niente. Niente di niente. Tant’è vero che i simboli usati nel disegno sono si dei simboli conosciuti, ed usati continuamente e da sempre. Mi lascia scettica invece la composizione che hanno tra loro. Non per ultimo poi…,in 300 anni qualcosa doveva pur trapelare no ? Invece nulla, nessuno ha mai trovato niente che potesse essere collegato a questo disegno.!” concuse Linda “..allora?” chiese Strathmore, “..allora …è uno specchietto per le allodole!...è come se lo scopo di questo disegno fosse distogliere l’attenzione da qualcos’altro!”. “ Che significa?...non è possibile!” esclamò George Strathmore sedendosi su una poltroncina. Linda gli si svvicinò. “Mi ascolti George!..forse è per questo che nessuno, in 300 anni, non ha mai trovato nulla. Se lo è mai chiesto? Ci pensi! ...e se invece fosse proprio questo l’intento? …farvi concentrare e spendere tutte le vostre risorse in una ricerca che non porterà mai da nessuna parte e distogliervi così da ciò che invece si vuole proteggere? concluse. “ Anche ammesso che sia così..” rispose Strathmore piuttosto deluso,” questo significherebbe che siamo praticamente a zero, ..e che ho speso tutta la mia vita per niente, niente! Devo però ammettere che il suo ragionamento fila!” . “ No, non siamo a zero George!” esclamò Linda,” qualche altro riferimento ci deve essere, per forza!” esclamò, “ mi ascolti attentamente George, la sua famiglia qualcosa da nascondere, da custodire probabilmente ce l’aveva davvero, ma non la troveremo mai se ci soffermiamo solo su questo disegno., ed è proprio ciò che vuole chi ha progettato tutto questo! Dobbiamo riuscire a capire almeno a quando risalgono gli indizi che abbiamo in mano. Il suo orologio per esempio, da quanto tempo lo porta con se?” . “Fù un dono mio padre al mio 18 compleannoi!..e a sua volta lo ebbe in regalo dal suo, mio nonno!” le rispose. Linda sembra agitata, eccitata ; mentre palvava si muoveva continuamente passeggiando sul simbolo al centro del mosaico. “ ..e questa casa? Che lei ricordi ha subito dei restauri, dei cambiamenti ..magari quando lei era ancora un bambino? . “ forse pretende troppo ora dalla mia ormai instabile memoria miss Linda!..quello che posso dirle con sicurezza è che negli ultimi 60 anni no, non è stata spostata una sola pietra di questa casa.!”. “ Ok!” rispose Linda.., “ ed il libro?...sa dirmi qualcosa di quel libro? Come lo ha avuto, da chi..? . “ anche questo è un oggetto che mi è stato lasciato da mio padre, e a lui dal suo…e così a ritroso, da 300 anni! . “ Quindi…sé è così…basterà analizzare il libro con gli strumenti adeguati per verificarne l’esatta collocazione storica!.. dobbiamo portarlo al mio laboratorio Goerge!” esclamo. “ sta scherzando? …tornare di nuovo a Philadelphia? …mi dica cosa le serve e le farò recapitare tutto qui!” rispose. “ ..ma sono strumenti costosi, non so se..” Strathmore la interruppe, “ non si preoccupi per il denaro! Lei mi dica cosa vuole!” .OK!” gli rispose, “..se questo libro è autentico, allora vuol dire che molto probabilmente anche il disegno lò è, e cercheremo in quella direzione! ...Ma se non lo è..,se il libro non risale ad almeno 300 anni fa…allora siamo di fronte a qualcos’altro.., a qualcosa architettato a dovere da chissà chi e perché! In ogni caso scopriremo la verità George!”.

cico
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Inserito il - 25/05/2009 : 20:03:31  Mostra Profilo Invia a enter un Messaggio Privato
“Sappiamo dov’è e con chi”disse Eddy irrompendo nello studio di Torner.
“Ho sempre pensato che andrebbero aumentati gli stipendi agli sbirri. E’ miracoloso l’effetto del denaro,su questa gente,se avessi offerto di più magari sarebbero andati anche a prenderlo”aggiunse. Torner sprofondò nella poltrona e si accese un altro sigaro,il suo cervello a quel punto girava a mille. Che diavolo credevano di fare e cosa avevano in mano i federali tanto da sottoporre Gerry ad un eventuale programma di protezione e perché ancora nessuno l’aveva informato della richiesta dei federali per la protezione? Non era farina di Gerry,era troppo per lui,e poi perché rifugiarsi dai federali,cosa gli aveva raccontato,niente,ecco cosa avevano in mano,un bel niente. “Non mollare l’informatore,voglio sapere tutto,se si muovono e dove vanno e quando. “Chiamami l’avvocato e digli di venire immediatamente,non c’è tempo da perdere”.
Era riuscito a fare qualche ora di sonno,era preoccupato per la sua donna,non aveva ancora deciso se farli muovere o no e se era arrivato il momento per presentare al capo la richiesta per la protezione di Gerry.Come ogni mattina si fermò a fare colazione sotto al bar e a scambiare quattro chiacchiere con i colleghi che smontavano e con quelli che come lui stavano per iniziare la giornata. Comprò il giornale e si diresse verso l’ascensore che lo avrebbe portato in ufficio,fu allora che squillò il telefono era un suo collaboratore “ehi Lemhan,la ragazza si è fatta viva,sta bene ma non sappiamo dov’è e con chi,Harvey non ha saputo dirci di più,ma secondo lui non ci dovremmo preoccupare molto,non è in pericolo”. Forse lei no, ma a quel punto doveva darsi una mossa,troppa gente sapeva e non era consigliabile aspettare ancora,avrebbe presentato subito la richiesta di protezione per Gerry e avrebbe fatto rientrare la squadra e la sua donna,avrebbe passato la palla al servizio protezione e si sarebbe preso una settimana di ferie,questa storia stava incominciando a diventare pesante.
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cicow1
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Inserito il - 27/05/2009 : 22:56:47  Mostra Profilo Invia a cicow1 un Messaggio Privato
Lo hai mai conosciuti i tuoi genitori?” le chiese Poul . “ No, è questa è la prima volta che vedo il viso di mio padre Poul!” gli rispose con un filo di voce mentre con le dita sfiorava la foto, come se volesse accarezzarlo. “ Nessun ricordo, qualche flash della tua infanzia, niente che ti ritorni in mente?”. “ No, no Poul, niente. Ho sempre vissuto con mia nonna, e lei mi parlava poco dei miei genitori. Mi diceva sempre che mi volevano un gran bene, e che ero tutto per loro!” esclamò. “ Ma che fine hanno fatto? Le chiese. “ Morirono in una esplosione; una fuga di gas, in casa! Un incidente, un drammatico incidente mi diceva sempre!”. “ E tu ? ..tu come mai sei scampata all’esplosione?”. “ Perché ero fuori, nel cortile,,, e stavo giocando.., almeno questo è quello che ho sempre saputo; o quello che hanno sempre voluto farmi credere, che mi diceva mia nonna!...ma ora non sono più sicura di niente Poul!”. “ Perché…diceva?”. “ Perché è morta Poul, quattro anni fa!” esclamò Laura. “ Scusami, scusami, mi dispisce!” le rispose vedendola agitata. “ Nò.., scusami tu; ..non potevi saperlo!...ora capisco Poul!” disse poi. “ Capisci cosa?”. “ ..tante piccole cose. Cose alle quali non avevo mai dato peso!”. “ Per esempio?” chiese Poul. “..per esempio le foto. Quand’ero piccola chiedevo spesso a mia nonna di mostrarmi qualche foto dei miei genitori, ma lei mi rispondeva che erano tutte andate distrutte, bruciate…durante l’esplosione! Ma se è così…queste da dove arrivano Puol?”. gli chiese. “ Già..,hai ragione!” rispose. “ E poi…il mio legame con Linda,…non volevano che giocassimo insieme, mia nonna mi sgridava sempre quando ci vedeva insieme! Poul…Linda ha detto che siamo state separate quando eravamo piccole, bambine. Ma io credo che questa separazione sia avvenuta molto prima, probabilmente alla nascita. Deve essere accaduto qualcosa…e ci hanno divise! Sono talmente confusa che non so più nemmeno se sia stato davvero un caso ritrovarci dopo tanti anni qui a Philadelphia Poul!” Poul la tirò verso di se e l’abbracciò. “Dai Laura, ora calmati! Scopriremo tutto…, ma ora calmati!”. Poi avvio il motore e fece sgommare la macchina. “ Ho sempre avvertito un forte sentimento verso di lei Poul, come se…quasi inconsapevolmente…io so che c’è qualcosa che ci unisce!”. “ E’ tua sorella Laura…,credo sia normale tutto questo,e credo che sia lo stesso anche per lei!” . “Sì!..ma lei lo sapeva davvero! ..quello che però non capisco è se Linda lo ha scoperto da poco o se lo ha sempre saputo!”. “Non credo Laura. Penso piuttosto che sia stata una notizia piovutale dal cielo, in questi giorni! “ . “ Come fai ad esserne certo?” gli chiese.” Non vedo perché altrimenti non avrebbe dovuto dirtelo, con calma..in un momento migliore, più tranquillo!...non credi? “ le rispose pacatamente. “Si, forse hai ragione tu!” Laura tirò fuori il pacchetto di sigarette e ne prese una, se l’accese. Puol la guardò. “ Tieni!” esclamò Laura dandogliela e prendendosene un'altra. “ Grazie!” le rispose. “Dobbiamo capire cosa sta accadendo. Troppi avvenimenti in pochissimo tempo. Torner che la cerca,..,lei che sparisce, e non sappiamo dove. La vostra storia,…e questi documenti!” esclamò Harvey mettendo una mano sulla borsa di Laura. “ ..credo che tutto sia legato ad un unico filo Laura, e dobbiamo trovarlo se vogliamo sbrogliare la matassa!” concluse. “ E’ come…, come Poul?” gli chiese. “Non lo so.., ma lo faremo. Intanto proviamo a scoprire da dove ti ha chiamata prima!” esclamò giunti davanti alla centrale.

cico
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Inserito il - 28/05/2009 : 13:00:43  Mostra Profilo Invia a enter un Messaggio Privato
Cercò di darsi una calmata,si guardò allo specchio e non gli piacque quello che vide,si sciacquò la faccia e scese di sotto. Trovò Pirson ai fornelli e i due agenti che aspettavano la colazione,chi dei due? Chi era che stava telefonando?Pirson sapeva dell’esistenza di un altro telefono?Era assorto in quei pensieri quando squillò il cellulare,Pirson guardò il numero,fece cenno di stare attenti ai fornelli e si allontanò,mentre uno dei due si avvicinava alla cucina lui si alzò e seguì la donna che nel frattempo era uscita fuori. “Ho l’impressione che voglia dirti qualcosa,aspetta”disse Pirson a Lemhan e passò il telefono a Gerry. Lemhan gli disse che Linda si era messa in contatto con la sorella e che apparentemente non correva nessun pericolo. “Non sappiamo dov’è e con chi ma ha promesso a Laura che si sarebbe messa in contatto con lei appena possibile,tu non sai con chi potrebbe essere e perché?” Gerry non sapeva se essere contento o se preoccuparsi,non era da Linda sparire così senza lasciare traccia e per andare dove e con chi? “Non ne ho idea”rispose. Poi gli raccontò di quello che aveva visto quella mattina ed espresse i suoi dubbi “non ne parlare con Pirson e continua a far finta di niente,tieni gli occhi aperti sto venendo a prendervi”gli disse Lemhan e chiuse la comunicazione. Quando rientrò li trovò seduti,avevano quasi finito la colazione,porse il telefono a Pirson e si sedette,non mangiò molto,nelle sue orecchie risuonava ancora la voce di Lemhan che gli diceva di stare attento,si ma a chi’ e perché? Finita la colazione uscì fuori in veranda,si accese una sigaretta e aspettò che Pirson uscisse. “Vieni devo dirti una cosa” le disse mentre si allontanavano dalla casa. Le raccontò tutto compreso le raccomandazioni di Lemhan alla fine guardò la donna in attesa di una sua risposta. “Dobbiamo andar via e aspettare Lemhan da qualche parte,non mi sento sicura,non dovrebbero esserci altri telefoni oltre al mio, e gli agenti in missione sanno che non possono rompere il silenzio per nessun motivo,tra l’altro questi due non hanno nemmeno famiglia,non mi fido. Rientro in casa,prendo la pistola e andiamo via”gli disse.
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cicow1
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Inserito il - 02/06/2009 : 13:27:01  Mostra Profilo Invia a cicow1 un Messaggio Privato
Mentre discutevano giunse Clara col the, posò il vassoio sul tavolino al centro del salotto, poi si chinò per versarlo nelle tazze. “Lasci Clara, faccio io!” disse gentilmente Strathmore. “ Come desidera Sir!” rispose posando la teiera ed allontanandosi. “ Quindi miss Linda…lei crede che potrebbe essere tutta una messa in scena, …se ho ben capito!” continuò poi versando il thè nelle tazze. Linda si soffermò a guardarlo: un servizio di finissima porcellana, così antico e prezioso che ebbe quasi difficoltà nell’afferrare la tazza e bere. “ Non è proprio così George! …non necessariamente almeno. Però ho qualche dubbio..e pochi elementi per formulare una risposta seria. Intanto domani andiamo a visitare questo castello..e vediamo se riusciamo a scoprire qualcos’altro!”. “Certo,sarà la prima cosa che faremo domattina!” le rispose. ”Davvero ottimo questo the George!” disse poi Linda. Intanto sopragiunse Louis. ““..Vieni..,vieni Louis, …una tazza di the fumante è l’ideale a quest’ora!” esclamò Strathmore riempiendone un altra. “ ..grazie zio!” disse accomodandosi. “ Linda.., le andrebbe una passeggiata nei giardini intorno la casa?” le chiese Luois. “…non abbiamo deciso di darci del tu?” gli ricordò Linda, “ già, che stupido!” esclamò. “ ..si, vada per la passeggiata, purchè breve però Louis! …sono stanca, ho voglia di una doccia e di una bella dormita in un comodo letto!...chiedo troppo?”. “ Ha ragione!” intervenne Strathmore. “ OK, 15 minuti basteranno per una escursione veloce!” esclamò Louis alzandosi e tendendole la mano. Linda porse la sua e Louis la tirò verso di se. “ ..se la porti nel labirinto un quarto d’ora non sarà più sufficiente..! perché ti ci perderai, come sempre!” disse scherzosamente George Strathmore mentre uscivano.” Un Labirinto!” pensò Linda, ”..più classico di così non poteva essere!” si disse. ““Allora, da dove iniziamo Louis?” . "Alle spalle della villa c’è un roseto immenso e bellissimo!.. ai lati giardini e siepi potate e scolpite in maniera superba.., come queste!” disse indicandone alcune al loro passaggio. “..mentre di fronte, in fondo…appunto il labirinto!” concluse. “ ..allora torniamo indietro, al labirinto!” esclamò Linda fermandosi. “ ..cosa? Vuoi davvero entrare nel labirinto?” le chiese. “ Perché?...dai, non dirmi che ti ci perdi davvero?” esclamò divertita mentre tornavano indietro. “..No, che dici.., è solo che uscirne non è poi così semplice.., le siepi sono così alte che..!” Linda lo interruppe e iniziò a correre tirandolo. “…dai.., imbroglione! Dì che hai paura di perderti ! ..ecco perché George mi ha messo in guardia!” continuò. “..non è affatto così..! ..è solo che una volta dentro perdi il senso dell’orientamento.., ma ci sono stato centinaia di volte, lo conosco a memoria..!” . “ ..allora dimostramelo!” disse Linda quando ormai erano davanti l’ingresso del labirinto. “ Bene..,se proprio lo vuoi. Andiamo!” le rispose tirandola per una mano. Le siepi, probabilmente di Tasso visto che erano molto fitte, erano davvero alte, almeno quattro metri, e Linda capì che Louis aveva ragione: uscirne non sarebbe stato facile, ma l’idea la stuzzicava. “ Quanto è grande Luis?” . “..non lo so con precisione.., ma credo che si aggiri intorno ai 1400 metri quadrati!” le rispose. Linda seguiva con attenzione il percorso ed i cambi di direzione; si rese conto che avevano già percorso circa 15 metri seguendo una leggera curva , per giungere poi di fronte ad un anglo retto. Lo superarono imboccando una delle due scelte possibili, non era più lungo di 6 metri, e si ritrovarono con diverse direzioni da scegliere. “ Una qualsiasi va bene Louis!” esclamò. Percorsero altri venti metri circa, seguendo un percorso ondulato. Linda era silenziosa; si fermò. “ Che c’è?” le chiese Louis. “ torniamo indietro!” esclamò. “ ..perchè?..ci tenevi tanto a..” . “ torniamo indietro Louis. Ora!” lo interruppe Linda. “ Ma che ti prende? disse confuso. “..fidati di me, torniamo indietro!”. “Ok, va bene! Vieni!” Louis le prese di nuovo la mano e si avviarono verso l’uscita “ ..però ora mi dici cosa ti è preso; 0k ?” . “..usciamo da qui e lo capirai da te!” gli rispose. Giunti fuori Linda lasciò la mano di Louis e si mise a correre lasciandosi alle spalle l’ingresso del labirinto. “ ..ma dove vai, si può sapere che succede?” gridò Louis. Linda non rispose, poi si voltò. “ ..niente, da qui non riesco a vedere niente!” urlò. ”..ma cos’è che vuoi vedere!” gli chiese Louis che l’aveva raggiunta. “ Louis.., si può accedere al terrazzo della villa?” gli chiese con apprensione. “ Si,..certo che si! Ma perché…, mi vuoi spiegare qualcosa?”. “Dopo!..ora andiamoci!” . Louis sospirò “ se questo è solo l’inizio..allora chissà il resto!” esclamò mentre Linda lo tirava con forza per la mano, “ dai..,muoviamoci Louis!” . “ Come mai già di ritorno?” chiese Strathmore vedendoli rientrare. “..chiedilo a lei zio!...io non ci stò capendo niente!” esclamò Louis. “ Che succede Linda?”. “Dovete portarmi sul terrazzo, sul punto accessibile più in alto di questa casa!” rispose decisa. “ ok, d’accordo, andiamoci.., però mi spiega cosa sta accadendo?” le chiese con apprensione. “ Possibile che lei non lo sappia?...ha notato tutto tranne quello?” esclamò Linda mentre George faceva strada sui piani superiori. “ Cosa dovrei sapere, si spieghi Linda,la prego!” gli rispose impaziente. “Il labirinto.., non le dice nulla?”. Strathmore esitò qualche istante..”,,no, è solo un normale labirinto! Nelle case reali, nobili, era consuetudine averne uno, anzi…un obbligo!”disse poi. “Lo so!” gli rispose…” quanto manca?” chiese poi dopo che avevano percorso diverse rampe di scale. “..ci siamo!” rispose George aprendo una posta che dava sul tetto più alto. Linda si avviò speditamente verso la direzione del labirinto, appoggiò la mani sulla balaustra e puntò il suo sguardo. “Lo sapevo!” esclamò mentre Louis e Strathmore sopraggiungevano.

cico
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Inserito il - 05/06/2009 : 13:58:59  Mostra Profilo Invia a enter un Messaggio Privato
Salì le scale cercando di non tradire una certa agitazione che ormai stava prendendo il sopravvento e si diresse direttamente in camera sua,apri l’armadio e prese la fondina e la pistola,passando davanti al comò prese al volo il telefono e il distintivo e si diresse verso la porta,da li verso le scale,arrivata in cucina aprì il frigo in cerca di qualcosa da mangiare e dell’acqua si voltò in cerca di un sacchetto e vide che non era sola,alle sue spalle c’era Carl,uno dei due agenti,che la guardava con un sorriso strano più un ghigno che un sorriso e con la pistola in mano “Cosa stai facendo?dove credi di andare?”gli chiese. “Lascia tutto sul tavolo e metti le mani sulla testa,non costringermi a farti del male”le disse. Gli si avvicinò,sempre con la pistola puntata, ed estrasse le manette,gli abbassò prima un braccio e poi l’altro,entrambi dietro la schiena e dopo il clic metallico la diresse verso le scale,stavano salendo quando la porta s’aprì “fossi in te non farei l’eroe”disse Carl a Gerry “entra,chiudi la porta e avvicinati con le mani sulla testa. Preso alla sprovvista non poteva fare altro che ubbidire,si trovò ammanettato a Pirson in camera del secondo agente che era legato e imbavagliato sul letto. “Non ci vorrà molto”disse Carl mentre imbavagliava anche loro “se fate i bravi ragazzi nessuno si farà male e non ci vedremo mai più,in caso contrario prima di trovarmi nei guai vi faccio fuori” uscì dalla stanza e prese a parlare al telefono,non capivano bene cosa stesse dicendo ma,prima di chiudere la conversazione,sentirono chiaramente la cifra,le condizioni e un avvertimento “di a Torner di non fare scherzi,non sto mandando all’aria dieci anni di servizio per farmi prendere in giro,se ci saranno problemi il primo a finire nei guai sarà lui,avete tre ore a partire da adesso,se tardate non troverete nessuno ad aspettarvi”.
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gianlu4ever97
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Inserito il - 23/06/2009 : 12:55:49  Mostra Profilo Invia a gianlu4ever97 un Messaggio Privato
Non vorrei intromettermi in questa discussione, ma come mai non continuate più la storia???

Non dire mai che i sogni sono inutili perché inutile è la vita di chi non sa sognare (Jim Morrison)
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cicow1
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Inserito il - 23/06/2009 : 23:14:23  Mostra Profilo Invia a cicow1 un Messaggio Privato
no, hai ragione. E' solo per questione di tempo. Non finirà così,tranquillo; la storia avrà un seguito ed una fine.

cico
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