IL FORUM DI MONTEPARANO.COM

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Autore Discussione
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Enjoy
Utente Master



Regione: Puglia
Prov.: Taranto
Città: Monteparano


1108 Messaggi

Inserito il - 05/05/2009 : 10:57:57  Mostra Profilo Invia a Enjoy un Messaggio Privato
Dimenticando per un attimo -ma anche per sempre- i "giudici corrotti", i Capi di Stato "abbronzati" e i redivivi "kapò", vorrei dire: poco più che una vignetta satirica (magari non di Vauro) ci avrebbe persino fatto sorridere, sicuramente a noi sarebbe bastata. Ma cosa abbiamo fatto per meritarci così all'improvviso questa nuova puntata di Casa Vianello? L'Attore, cercate di capirlo: fa quel che può, poverino; la colpa non è sua stavolta, o almeno non del tutto. Men che meno della signora Sandra, ci mancherebbe. "La colpa" (per quanto qualcuno fra noi sarà disposto a dare la vita [di Vauro] per dimostrare il contrario) non è neanche di quei manovratori occulti con le scarpe rotte quando fischia il vento, i pharmakòi del regime, la presunta minaccia sventata per il sollievo del Popolo della Libertà -piuttosto provvisoria, sempre più vigilata.
La colpa, signori, è vostra: piccoli e grandi Fratelli, Amici di maria, Simpatizzanti di korona, Tronisti del nuovo millennio, incapaci di premere una volta per tutte quel maledetto tasto rosso del telecomando.

Comunque scusate, era solo un preambolo: il senso del topic era un altro. Volevo solo dire: dal '98 ad oggi in Congo diversi conflitti hanno causato la morte di 4 milioni di esseri umani.

Adesso potete pure tornare a commentare le autoreggenti della Brambilla.





"Bisogna diventare indifferenti, senza mai chiedersi se la verità sia utile o fatale per qualcuno..."
F. Nietzsche

ROSABLU
Utente Master



Regione: Calabria
Prov.: Catanzaro
Città: Soverato


1002 Messaggi

Inserito il - 05/05/2009 : 11:18:59  Mostra Profilo Invia a ROSABLU un Messaggio Privato
Grazie Enjoy, per aver richiamato la nostra attenzione a problemi più seri, per averci fatto notare la troppa superficialità che connota gli attuali interessi mediatici, oltre che, aver portato alla ribalta una situazione internazionale (non unica), che interroga le nostre coscienze e ci fa guardare più in là del nostro naso.

http://blog.libero.it/miriamcomito/view.php
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enter
Utente Super



Regione: Puglia
Prov.: Taranto
Città: Monteparano


5585 Messaggi

Inserito il - 05/05/2009 : 11:22:14  Mostra Profilo Invia a enter un Messaggio Privato
Caro amico mio,non è solo il "tasto rosso" del telecomando,bisognerebbe smettere di fumare,di precipitarsi nei grandi magazzini a comprare il superfluo,bisognerebbe spegnere qualche lampadina in più,bisognerebbe smetterla di servirsi del telefonino quando in realtà non serve,bisognerebbe smettere di comprare i giornali ormai manipolati dalla destra e dalla sinistra,bisognerebbe fare tutto quello che purtroppo non si riesce più a fare,compreso il dispiacersi dei 4 milioni del Congo.Le autoreggenti della Brambilla poi le giudichiamo dall'alto del nostro "stare bene",del nostro sentirsi liberi,emancipati,quasi realizzati in un Paese che ancora oggi conta,nell'ultimo anno, 1350 morti sul lavoro,migliaia di posti di lavoro persi,stipendi e pensioni pari ad elemosina,precarietà ormai ovunque.E ancora,immigrazione selvaggia,sicurezza zero,burocrazia sfrenata,corruzione e dolce far niente,Stato,Chiesa,scuola e famiglia ormai impotenti di fronte alle problematiche sociali.Che dire andiamo avanti in uno stato di apparente libertà che giornalmente paghiamo a caro prezzo finchè potremmo farlo,poi si vedrà.Sicuramente la rivoluzione non la si può fare con attori e veline.
http://www.youtube.com/watch?v=SISpxNgg7zc
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emanuele
Utente Attivo



807 Messaggi

Inserito il - 06/05/2009 : 19:45:06  Mostra Profilo Invia a emanuele un Messaggio Privato
Sebbene l'analisi di enter è condivisibile non sarei così pessimista.
Ti faccio un solo esempio,ma ne esistono tanti.Nella locride terra di n'drangheta si è sviluppata un'associazione che è portatrice di messaggi positivi e concreti che le situazioni si possono cambiare.
Ancora un esempio.Esistono centinaia di GAS (Gruppi Acquisto solidale) che si stanno sviluppando.Tanti hanno ripreso l'agricoltura biologica.E' di ieri la notizia che sono ritornate le api in lombardia perchè hanno smesso di usare gli antigrittogamici.Sono tante piccole notizie che forse non significano nulla,ma forse si.
Come dice quell'adagio...fa molto più rumore un albero che cade che una foresta che cresce.
Dobbiamo riprendere a sperare ed operare lo dobbiamo alle future generazioni.



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enter
Utente Super



Regione: Puglia
Prov.: Taranto
Città: Monteparano


5585 Messaggi

Inserito il - 06/05/2009 : 22:26:24  Mostra Profilo Invia a enter un Messaggio Privato
Non è pessimismo il mio,purtroppo,a mio modo di vedere,è la dura realtà.Sono consapevole e felice che ci siano iniziative atte a un miglioramento della vita,ma restano poche e di piccolo impatto.Il problema è che non c'è ne accorgiamo,o meglio, facciamo finta di non accorgerci che ci stiamo dirigendo verso un punto di non ritorno.L'innalzamento della temperatura,il disgelo dei ghiacciai,il cambiamento climatico,l'estinzione di alcune specie vegetali e animali,il continuo chiedere di più a questo pianeta ormai saturo di tutto,il ritorno al nucleare,la produzione spropositata di rifiuti di qualsiasi genere,il sottovalutare i problemi del terzo mondo e anzi sfruttarlo ancora di più,la crisi istituzionale,politica e sociale.Segni di un malessere globale che ci porta di giorno in giorno verso la fine.Ben vengano le api in Lombardia ma a cosa servono se poi a Taranto si muore 3 volte di più di tumore che nel resto d'Europa?ben vengano le associazioni di volontariato,ma a cosa servono se poi non funzionano le strutture di base per le quali ognuno di noi paga.Ben vengano le associazioni antimafia sul territorio nazionale,ma a cosa servono se poi gli inquisiti li mandiamo a Roma a rappresentarci a livello nazionale ed europeo.No caro Emanuele non dirmi che sono pessimista,sono i disegni politici,amministrativi,sociali e istituzionali che ormai andrebbero rivisti,e noi umili pecoroni del sistema dovremmo cercare di migliorare quello che di nostro abbiamo,quei diritti che ancora ci vengono riconosciuti e quei valori ai quali ancora crediamo,sempre ammesso che riusciamo a ricordarceli e a crederci.
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emanuele
Utente Attivo



807 Messaggi

Inserito il - 07/05/2009 : 20:10:29  Mostra Profilo Invia a emanuele un Messaggio Privato
Non credo che tutti siano pecoroni,infatti qui,nel forum, c'è chi tenta di non esserlo.Bisognerebbe creare una rete.Un pò quello che fa Grillo con le sue liste.Ti dico che tramite internet mi avevano proposto di costituire un gruppo per poi stilare una lista qui a Soverato.
Poi se posso dire...perchè non uscire dall'ononimato e cominciare a lavorare per Monteparano con un gruppo "politico" trasversale che non tenga conto dell'"ideologia" di partenza ma che abbia obiettivi concreti ed immediati.
Amministrare un paese non è questione politica, intesa come massimi sistemi,ma piccoli atti che nella maggior parte dei casi sono tutti anticipapibili in un programma.
Personalmente,morta la D.C.,con i suoi pregi e difetti,non mi sento rappresenatato da nessuno e sono disposto a dialogare con tutti quelli che in buona fede vogliono fare qualcosa di buono.
Non bisogna aver fretta...ma cominciare ad operare, guardarsi intorno e vedere chi può convergere in questa direzione.



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enter
Utente Super



Regione: Puglia
Prov.: Taranto
Città: Monteparano


5585 Messaggi

Inserito il - 08/05/2009 : 13:28:33  Mostra Profilo Invia a enter un Messaggio Privato
Ho usato il termine "pecoroni"sicuramente in maniera non offensiva,visto che mi ci sono messo dentro anch'io",era per sottolineare il fatto che ognuno di noi,nel suo,è costretto,volente o nolente,a sottostare alle regole che ci impone il sistema.Nessuno è veramente libero.In merito all'idea di abbandonare l'anonimato,credo che si sia già precedentemente parlato di questo e mi è sembrato di capire,che non tutti siano d'accordo.Non avrei difficoltà a farlo ma sono sicuro che qualcuno avrebbe da ridire o peggio ancora si risentirebbe della presenza sul forum di Giovanni,Nicola ecc.ecc.Meglio non sapere,meglio parlare ad enter,che non a....Per ultimo l'idea di creare qualcosa di "politico".Secondo me a Monteparano sono anni che non si fa più politica intesa nel senso stretto della parola,come del resto in campo nazionale,accordi improbabili e impossibili pur di accaparrarsi una poltrona.Emanuele,francamente non lo so,considera che esistono ancora "pregiudizi e faide" a Monteparano,considera che ci sono ancora "figure grige" che nonostante tutto operano e sobbillano.Non credo che sia facibile la cosa,anche se in linea di massima,l'idea non sarebbe da scartare.Utile sarebbe l'esprimersi di tutti,ma non accadrà,credo invece che il forum e l'associazione,dovrebbero stare al di fuori,essere non di parte e aperti al dialogo e al confronto ma lontano dall'amministrare o dal rappresentare una qualsivoglia parte politica.Di liste civiche se ne sono fatte ma sono sempre state identificate di destra o di sinistra,di traditi o di traditori,di delusi o sognatori.Non lo so,io la vedo difficile la cosa,ricordiamoci che ad ogni azione corrisponde una reazione,che non si possono servire più padroni,che c'è chi vince e c'è chi perde,il bianco e il nero,cioè quello che voglio dire è che il mio obbiettivo non necessariamente è pure il tuo,che un mio programma potrebbe mettere in secondo posto qualcosa che per altri merita più o meno attenzione.Continuo a pensare che è difficile.Parliamone liberamente,tanto siamo quasi tutti coperti dall'anonimato,o no?
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Gandalf
Utente Super




4271 Messaggi

Inserito il - 08/05/2009 : 13:38:45  Mostra Profilo Invia a Gandalf un Messaggio Privato
enter ha scritto:

Ho usato il termine "pecoroni"sicuramente in maniera non offensiva,visto che mi ci sono messo dentro anch'io",era per sottolineare il fatto che ognuno di noi,nel suo,è costretto,volente o nolente,a sottostare alle regole che ci impone il sistema.Nessuno è veramente libero.In merito all'idea di abbandonare l'anonimato,credo che si sia già precedentemente parlato di questo e mi è sembrato di capire,che non tutti siano d'accordo.Non avrei difficoltà a farlo ma sono sicuro che qualcuno avrebbe da ridire o peggio ancora si risentirebbe della presenza sul forum di Giovanni,Nicola ecc.ecc.Meglio non sapere,meglio parlare ad enter,che non a....Per ultimo l'idea di creare qualcosa di "politico".Secondo me a Monteparano sono anni che non si fa più politica intesa nel senso stretto della parola,come del resto in campo nazionale,accordi improbabili e impossibili pur di accaparrarsi una poltrona.Emanuele,francamente non lo so,considera che esistono ancora "pregiudizi e faide" a Monteparano,considera che ci sono ancora "figure grige" che nonostante tutto operano e sobbillano.Non credo che sia facibile la cosa,anche se in linea di massima,l'idea non sarebbe da scartare.Utile sarebbe l'esprimersi di tutti,ma non accadrà,credo invece che il forum e l'associazione,dovrebbero stare al di fuori,essere non di parte e aperti al dialogo e al confronto ma lontano dall'amministrare o dal rappresentare una qualsivoglia parte politica.Di liste civiche se ne sono fatte ma sono sempre state identificate di destra o di sinistra,di traditi o di traditori,di delusi o sognatori.Non lo so,io la vedo difficile la cosa,ricordiamoci che ad ogni azione corrisponde una reazione,che non si possono servire più padroni,che c'è chi vince e c'è chi perde,il bianco e il nero,cioè quello che voglio dire è che il mio obbiettivo non necessariamente è pure il tuo,che un mio programma potrebbe mettere in secondo posto qualcosa che per altri merita più o meno attenzione.Continuo a pensare che è difficile.Parliamone liberamente,tanto siamo quasi tutti coperti dall'anonimato,o no?

Magari nella discussione appropriata.

Per quanto riguarda la politica sicuramente non spetta all'Associazione farsi promotrice di liste civiche, quindi concordo pienamente con enter.....sempre se Emanuele intendava dire questo!

In claris non fit interpretatio
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Gandalf
Utente Super




4271 Messaggi

Inserito il - 12/05/2009 : 13:02:20  Mostra Profilo Invia a Gandalf un Messaggio Privato
Provo (a modo mio) ad interpretare questo topic di Enjoy perché mi sembra sia meritevole di attenzione.
Come prima cosa risalta subito agli occhi che, a differenza di un tempo, la cosa sconosciuta non sia più la causa di qualche guerra o la vita di questo sovrano o quegli dèi, ma la vita comune interpretata da persone comuni.
Il tutto si giustifica con il crollo di quelle linee di demarcazione che facevano argine tra esteriorità ed interiorità: la parte più discreta di tutti noi dalla sua esposizione ed esteriorizzazione.
Siamo attratti dal pudore, o meglio, dalla spudoratezza!
Viviamo un periodo dove prevale la pubblicizzazione dell’intimo. Non mi riferisco – solo - all’ostentazione della sfera sessuale, ma ad una sorta di “commercio dell’anima”. Mettere la propria anima a nudo facendo tutti partecipi!
Non siamo più sollecitati,.. se non da chi diffonde un’energia di esibizione violenta ed efficace.
Chi non ha nulla da esibire, non un prodotto, non un “fisico”, non un talento, non gli rimane altro che esteriorizzare la propria intimità, cioè quello scrigno dove sono custoditi sensazioni e sentimenti.
I reality citati da Enjoy sono stati ideati proprio per questo, ma falliscono clamorosamente il loro scopo in quanto, i vari “concorrenti”, non mostrano la loro normalità, ma la loro patologia.
Dopo - bon grè mal grè – aver accertato la morte di Dio ( Nitzsche ), ci rendiamo conto che non sono rimasti solo gli orfani, ma anche gli eredi!
Il grande fratello ( e simili ) non è altro che la trasposizione dell’occhio di Dio. Ormai saturi di tutto ci permettiamo il lusso di sostituirci a Lui. Questa trasposizione inconscia ci pone in una situazione di dominio assoluto sui nostri simili: vigiliamo e controlliamo la loro anima, annullandola. Insomma, sostituiamo il vecchio “ a ciascuno il suo” con il più omologato “ a ciascuno il mio”, ovvero veicoliamo la persuasione che la spudoratezza è una virtù: la virtù della sincerità.
Spostando “ di poco” l’obbiettivo ci rendiamo conto che siamo orfani anche della Politica ( visti i capi di stato abbronzati, e i presunti regimi con tanto di Kapò ).
Abbandonati a noi stessi non riponiamo più la fiducia nel potere delle Istituzioni, poteri che si sono irrimediabilmente trasferiti nelle mani di un’entità che regola il mondo: l’economia.
Per l’occasione scomodiamo Hegel : un “servo” non ha più di fronte un “signore” su cui inveire poiché i padroni sono divenuti, così come i loro servi, semplici funzionari di un sistema che entrambi li trascende.

La politica non è più il luogo delle decisioni, ne abbiamo preso atto da tempo!
Ora, a fronte del quadro appena “descritto”, abbiamo tempo per pensare ai morti del Congo, considerando che – colpevolmente - non ci accorgiamo nemmeno della presenza dei diversamente abili nella nostra piccola comunità?
La verità è che siamo così cullati da angoscia, entusiasmo e disperazione ( personali), che il semplice farci dondolare da esse ci permette di coltivare esclusivamente il nostro, ormai, consolidato, deserto emotivo.

Ed ora non me ne volete, accendo la TV perché inizia la replica delle selezioni del grande fratello…

P.S. chissà se stasera ci sarà la Brambilla a "Porta a Porta"...non vuoi che tra un "accavallamento" e "un'aggiustatina ai capelli" gli scappi qualcosa sul turismo?


In claris non fit interpretatio
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emanuele
Utente Attivo



807 Messaggi

Inserito il - 12/05/2009 : 14:30:03  Mostra Profilo Invia a emanuele un Messaggio Privato
Mi_inchino al post di Gandalf!
vado di impatto come al solito,andate al contenuto non alla forma!
Non intendevo assolutamente che l'associazione facesse politica,intesa come liste,questo è evidente.A mio modo di vedere, però il mettere insieme persone con estrazione diverse è già un passo avanti rispetto alle faide monteparanesi,tempo ci vuole ma tutto può cambiare.
Scoprire che anche gli "altri" sono capaci,affettuosi,pieni di iniziative,insomma delle persone è già una conquista.Ti parla uno che è stato sicuramente tacciato di essere un traditore,perchè non ha avuto timore ad accordarsi con gli allora comunisti.Io personalmete non ho tratto alcun vantaggio, se non quello di conoscere altre persone e condividere con loro un tratto di strada.
Quando scrivo "usciamo dall'ononimato", intendo, visto che ad esempio io e Gandalf abbiamo punti in comune perchè non ci diciamo chi siamo(è solo un esempio)e non costruiama qualcosa insieme di più "politico" era questo che intendevo.






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killer44
Utente Super




2824 Messaggi

Inserito il - 21/09/2009 : 15:34:56  Mostra Profilo Invia a killer44 un Messaggio Privato
Questo tempo non aiuta. Gli occhi si chiudono. Tempo molle, vigliacco, viscido.
Troppe immersioni nel nulla per non avvertire qualcosa di strano nello stomaco. La tv come al solito è accesa e si presta allo zapping: troppo facile.
I morti di Kabul, Bossi che continua imperterrito a sparare cavolate, il super enalotto che è sfuggito un’altra volta: ma la prossima volta è il mio.
E poi? Le notizie mi scivolano di fianco, faccio fatica ad avvertirne la consistenza, forse la vita è priva di spessore, forse è solo che non so, forse…

Penso che da qualche parte stia cadendo qualche bomba, ora! E che il mio grande dilemma è cosa fare il prossimo fine settimana. Banale, ma mi fa sorridere, certo!

Penso a Pirandello e il suo concetto di comicità. E penso a quanto sia comico pure io, in fin dei conti, così come il nostro Presidente del Consiglio che, su “Chi”, si propone quale buon padre e nonno premuroso.

Penso anche che grazie (o per colpa ) di Internet interagiamo con tutto il mondo, e che contemporaneamente ci grattiamo “lì” se passa un funerale: proiettati verso il …passato.

Penso a quando quella volta nella città eterna mi sono imbattuto in uno stuolo di catechisti mentre erano intenti ad intonare le lodi al Signore a ridosso della statua di Giordano Bruno ( non il calciatore ).

Penso alla “ferma mobilità” di tutto quello che ci sta intorno.

Penso, infine, che è ormai tempo di nuovi idoli: mega maiali che si rigireranno in una fanghiglia particolarmente allettante: quel che rimarrà della nostra materia grigia.

Penso troppo? Forse, ma questo sembra essere già il tramonto degli uomini.

Forse

Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Nietzsche
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mentecat
Utente Master




2038 Messaggi

Inserito il - 04/12/2010 : 14:15:35  Mostra Profilo Invia a mentecat un Messaggio Privato
Proviamo a chiedere ad un tacchino americano cosa ne pensi del thanksgiving ( giorno del ringraziamento), ci risponderà scappando e strillando.
Chiedete ai parlamentari italiani di abolire il diritto al vitalizio dopo la prima legislatura – un minimo di tremila euro al mese dopo cinque anni di Parlamento – e ci risponderà 498 NO su 525 votanti.
Proprio ciò che è accaduto a Montecitorio lo scorso mese di Settembre.
La cosa singolare è che nessun giornale o televisione ne ha parlato: i deputati hanno firmato di corsa e hanno infilato il risultato sotto al tappeto, per nasconderlo meglio.
Provocatoriamente, il deputato che ha presentato la proposta in questione ( dell’Italia dei Valori), ha stilato dei calcoli circa la cifra che si verrebbe a risparmiare: 150 milioni di Euro l’anno. Per carità, non è tanto, ma se si considerasse che andrebbero a coprire la cassa integrazione di 700 Euro al mese, per non parlare dei tagli selvaggi alla scuola, tagli alle politiche ambientali, e tutto ciò che riguarda la cultura, lasciata incautamente nelle mani di quel mezzo e mezzo del Ministro Sandro Bondi.
I tacchini nostrani di Montecitorio si sono salvati per miracolo, rispetto a quelli americani, cui nulla hanno potuto perché non avevano voce in capitolo ( e da lì a poco anche l’ugola).
Questa notizia è venuta fuori via internet, da blog in blog e, faticosamente , è salita a galla dai sotterranei del palazzo, brillando ora tra i paradossi italiani di una politica che si affligge per il suo discredito planetario, ma che, piagnucolando, si mantiene il vitalizio.

E questi sono tutti compresi, destra e sinistra….e centro.
Non lasciamoci neanche ingannare dal “dipietrista”: sapeva perfettamente come sarebbe andata a finire.




La sanità mentale è un'imperfezione.

Charles Bukowski
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Franz Bunga
Utente Master



Regione: Lazio
Prov.: Roma
Città: Roma


1496 Messaggi

Inserito il - 06/12/2010 : 09:28:24  Mostra Profilo Invia a Franz Bunga un Messaggio Privato
mentecat ha scritto:

Proviamo a chiedere ad un tacchino americano cosa ne pensi del thanksgiving ( giorno del ringraziamento), ci risponderà scappando e strillando.
Chiedete ai parlamentari italiani di abolire il diritto al vitalizio dopo la prima legislatura – un minimo di tremila euro al mese dopo cinque anni di Parlamento – e ci risponderà 498 NO su 525 votanti.
Proprio ciò che è accaduto a Montecitorio lo scorso mese di Settembre.
La cosa singolare è che nessun giornale o televisione ne ha parlato: i deputati hanno firmato di corsa e hanno infilato il risultato sotto al tappeto, per nasconderlo meglio.
Provocatoriamente, il deputato che ha presentato la proposta in questione ( dell’Italia dei Valori), ha stilato dei calcoli circa la cifra che si verrebbe a risparmiare: 150 milioni di Euro l’anno. Per carità, non è tanto, ma se si considerasse che andrebbero a coprire la cassa integrazione di 700 Euro al mese, per non parlare dei tagli selvaggi alla scuola, tagli alle politiche ambientali, e tutto ciò che riguarda la cultura, lasciata incautamente nelle mani di quel mezzo e mezzo del Ministro Sandro Bondi.
I tacchini nostrani di Montecitorio si sono salvati per miracolo, rispetto a quelli americani, cui nulla hanno potuto perché non avevano voce in capitolo ( e da lì a poco anche l’ugola).
Questa notizia è venuta fuori via internet, da blog in blog e, faticosamente , è salita a galla dai sotterranei del palazzo, brillando ora tra i paradossi italiani di una politica che si affligge per il suo discredito planetario, ma che, piagnucolando, si mantiene il vitalizio.

E questi sono tutti compresi, destra e sinistra….e centro.
Non lasciamoci neanche ingannare dal “dipietrista”: sapeva perfettamente come sarebbe andata a finire.




io rispondo con le parole di Monicelli, di pochi mesi fa

"la speranza è una trappola"

"come finisce questo film, Maestro"...

[tube]http://www.youtube.com/watch?v=cwKA-X6dNLM[/tube]

"i giardinetti! inospiti lande steppose. E pur si millantano in un vezzegiativo che al buon ragionare trasmette un'idea di abbindolamento" Michele Mari

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Antonio
Utente Medio



393 Messaggi

Inserito il - 29/12/2010 : 18:36:39  Mostra Profilo Invia a Antonio un Messaggio Privato
Perchè siamo nati? Perchè a suo tempo i nostri genitori si sono innamorati l'uno dell'altro?
Che cos'è l'amore se non una forma di follia? Ci Piace la musica? Non è forse un pazzo quello che, chiudendo gli occhi, l'ha composta?
Visitiamo un museo e guardiamo estasiati una scultura di Fidia o Michelangelo, piuttosto che di Leonardo. E che cosa sono la pittura e la scultura se non due manifestazioni della sua presenza? E lo stesso accade per tutte le cose che in qualche modo danno sapore alla vita: la convivialità, il sesso, la fama, la giovinezza, la vanità, la superstizione, il gioco d'azzardo e perfino la "religione".
La saggezza sta alla follia, come la ragione sta al sentimento, diceva Erasmo da Rotterdam.
Ragioniamoci sopra e ce ne convinceremo.



Erasmo da Rotterdam
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Sasi
Utente Normale


Prov.: Taranto


74 Messaggi

Inserito il - 31/12/2010 : 01:33:37  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Sasi Invia a Sasi un Messaggio Privato
Chi sono io? Piacere, Sara. Sedici anni, sei mesi e dodici giorni. Odio quando mi chiedono di descrivermi, ed è proprio per questo che lo farò. Ricominciamo, dunque. Sono Sara. Potrei dirvi quello che sono, tutte le auto-descrizioni cominciano così, in fondo, invece dirò quello che non sono. Non sono gentile, non sono simpatica, non sono altruista, non sono modesta. Amo scrivere, per inciso amo scrivere di me, ma questo solo perché sono dotata di un senso dell’ego ampiamente esteso. Nonostante questo non amo i complimenti, sono noiosi e ripetitivi. Le persone che non mi piacciono le ripongo nell’ala sinistra del mio cervello. Non è una cosa strana anche se, in effetti, non ha neanche una spiegazione valida. So solo che quando una cosa non mi va a genio, la vena sulla tempia sinistra inizia a pulsare, come per assorbire tutte le sensazioni. Non mi piace usare la parola Emozioni, lo faccio solo se è strettamente necessario. Le emozioni contaminano il sangue, sono portatrici delle peggiori malattie. Amo invece fare discorsi che non hanno un filo logico, amo i punti e le virgole, amo le lettere maiuscole all’inizio di una frase. Passo tantissimo tempo a rimirare il luccichio dell’inchiostro sulla carta, specialmente quando disegno ghirigori senza senso. Amo stracciare il foglio sul quale ho scritto per ore, mi dà un senso di liberazione estremamente piacevole. Ho un sacco di passioni, tutte incomplete. Mi piace scrivere, leggere, suonare, cantare… Mi definirei un’artista senza arte, ecco.
Posso dire di essere diversa, ma non di essere anticonformista. Credo comunque che, se lo fossi, non andrei in giro a bere e fumacchiare negli angoli bui –sarebbe rendersi una persona ovvia. Anticonformista si, forse, ma ovvia. In realtà non credo che ci siano propriamente delle persone ovvie. Più che altro per me l’Ovvio è cercare di svicolare dalla realtà, eccedendo nell’unicità. E si sa no? Alla fine, quando tutti saranno “super”… Nessuno lo sarà più. Ed è questo che sta accadendo a miriadi di persone. Tutti si credono il meglio, tutti credono di valere qualcosa in più dell’altro.
Ho provato a parlare con persone sconosciute, così, per vedere che cosa passasse loro per la testa. Ogni anima con cui sono venuta in contatto aveva la convinzione di essere la più innamorata, la più pazza, la più originale, ogni anima diceva si e no le stesse cose della precedente.
Cosa faccio io per sfuggire a questa generalizzazione, a questo gas nocivo che si infiltra dappertutto, sotto le porte, nelle fessure delle finestre? Niente. No, dico sul serio. Non faccio assolutamente niente.
Mi siedo dietro ad una finestra, con una tazza di camomilla in mano e guardo l’orizzonte.
La mattina vedo sorgere il sole, e la sera lo vedo tramontare, è di una calma assurda, sempre accompagnata da un fragoroso silenzio. Oh, io amo il silenzio.
Preferisco uno sguardo silenzioso, un gesto silenzioso… le parole non mi fanno impazzire. O per lo meno, non mi fa impazzire come le persone le usano.
Prendiamo un esempio: Mi dispiace. "Lo usiamo in tanti modi diversi, come arma, come giustificazione, dire mi dispiace non è tanto semplice." (cit. Meredith Gray). Bisogna crederci davvero! Ed è questa la parte difficile. Sta nel modo in cui si pronunciano queste lettere, nella dose di sentimento che si riesce ad iniettarci dentro. Per questo preferisco la quiete. Le persone non sanno usare le parole.
Poche volte ho sentito un mi dispiace sincero ed è stata la cosa più bella che potesse sopraggiungere alle mie orecchie. Quando un “Mi dispiace” è accompagnato dagli sguardi e dagli atteggiamenti adatti, quando le sillabe ti invitano a fidarti completamente, quando ci crediamo davvero, queste due parole formano un connubio perfetto!
A proposito di perfezione, non ho mai desiderato essere perfetta. Non ho mai desiderato essere meno acida o, per dirne una, più comprensiva. Semplicemente perché io adoro la gente acida, corrosiva, graffiante (associo tutto questo ad una mente acuta, sensibile) e odio la comprensione. Andiamo, è inutile! A cosa serve dire: “Lo so, ti posso capire” quando non è vero? Se un’esperienza non l’avete vissuta, non l’avete sentita strisciare sulla vostra pelle, non l’avete sentita inquinarvi i polmoni, dilaniarvi le carni, coccolarvi, abbracciarvi fino a diventare un tutt’uno con voi stessi, come pretendete di poter pronunciare un vuoto: “Ti comprendo”? Magari detto anche con il pensiero rivolto alla cena, chissà. No, decisamente, adoro non essere comprensiva. Questo per gli altri mi rende una persona insensibile, incapace di provare Sensazioni. Posso assicurare che darei tutto quello che mi sarebbe possibile dare per esserlo. Sarei meno debole, meno vulnerabile, forse.
Anche se in realtà non mi sento una debole, anzi, credo di essere abbastanza forte in alcuni casi. Chiudo tutto quello che provo in una scatolina in fondo allo stomaco, non in fondo al cuore (sarebbe banale e scontato), ma in fondo allo stomaco. Questa scatolina ogni tanto sbatacchia, si scuote, le… “cose” che ci sono dentro fanno rumore. Gli altri le chiamano “Farfalle nello stomaco”, io direi che più che farfalle mi danno l’impressione di essere un branco di rinoceronti.
Ma alla fine si è capito che sono diversa, no? E la mia diversità sta nel non farlo notare a nessuno. Farlo notare sarebbe come riempire le vie respiratorie di quel gas nocivo di cui parlavo prima. Può sembrare un discorso complicato ma fidatevi…
Io non sono complicata, più che altro sono caotica.
Io sono la piccola stella cadente che nessuno riesce a scorgere la notte di S. Lorenzo, perché tutti sono impegnati nella ricerca di grossi meteoriti.
Io sono una continua corsa contro il vento.
Io sono spirali di fumo aggrovigliate tra di loro.
Io sono i ghirigori di inchiostro nero nell’angolo destro del libro di letteratura.
Io sono due o tre parole scritte su un pezzo di carta lanciato contro il cielo.

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Plinio il vecchio
Utente Normale




84 Messaggi

Inserito il - 12/01/2011 : 12:45:23  Mostra Profilo Invia a Plinio il vecchio un Messaggio Privato
Prima di intervenire chiederei a Sasi se ciò che ha scritto rispecchia, ora come ora, il suo pensiero.

In particolare:

Sasi ha scritto:

Ogni anima con cui sono venuta in contatto aveva la convinzione di essere la più innamorata, la più pazza, la più originale, ogni anima diceva si e no le stesse cose della precedente.


Queste anime, così come le hai elencate, si trovano tutte dentro di te, oppure ti riferisci esclusivamente a terze persone?


Da questo post, se posso permettermi, viene fuori una personalità spiccata, forte, magari incerta a tratti, ma........
aspetto le tue precisazioni!


Ciao

« Il mio proposito è riferire ..., senza ostilità e parzialità, dal momento che non ne ho motivo »

Tacito
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Sasi
Utente Normale


Prov.: Taranto


74 Messaggi

Inserito il - 16/01/2011 : 16:11:58  Mostra Profilo  Clicca per vedere l'indirizzo MSN di Sasi Invia a Sasi un Messaggio Privato
Ciao Plinio, mi riferisco esclusivamente a terze persone. Per quale motivo me lo domandi?
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leghi
Utente Attivo




575 Messaggi

Inserito il - 16/01/2011 : 19:32:41  Mostra Profilo Invia a leghi un Messaggio Privato
Sasi dice:Ma alla fine si è capito che sono diversa?
Mai avere paura o nascondersi della propia diversita',qualunque essa sia.
Il diverso è unico.Cio' che è unico è raro.Cio' che è raro è speciale.
E' cosi' bello essere unici e non uguale a nessuno.
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Brigante
Utente Normale



Regione: Puglia
Prov.: Taranto


86 Messaggi

Inserito il - 23/01/2011 : 22:07:54  Mostra Profilo Invia a Brigante un Messaggio Privato
Siamo tutti diversi.
Il DNA, leggibile anche in una sola goccia di sangue o piccola parte di ciscun corpo, attesta l'unicità di ogni individuo e lo riconosce come tale.
Non ho bisogno di muovermi, parlare o fare nulla: nessun altro uomo è come me.

"Uno per tutte, tutte per uno", disse il gallo.
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Parsifal
Utente Medio




315 Messaggi

Inserito il - 05/02/2011 : 15:32:23  Mostra Profilo Invia a Parsifal un Messaggio Privato
Sono due diversità “diverse” quelle intese da Leghi e da Sasi.
Pertanto diviene difficile fare un discorso che accomuni entrambi i significati. Non ho la presunzione nemmeno di provarci, tanto e inesplicabile e vasto il sentiero della diversità.
Mi piace scrivere e lo faccio un po’ a modo mio, senza dover toccare nessuno in particolare, ma mettendo in risalto la società nel suo complesso, manomettendo il filo logico della discussione, anche se questa non ne ha, considerato che si tratta di topic estemporanei. Ma son diverso dal gregge da me menzionato in altra discussione, sono un essere diverso.
Tutti siamo diversi, perché no!
La diversità, generalmente si manifesta su determinate tavole di valori, su una gerarchia di beni diversi, che hanno valori diversi.
Generalmente la diversità, per molti degli umani, è rappresentata dal significato che riescono a dare al avere e possedere effettivamente un bene.

Un esempio lo possiamo fare con una donna che disponendo del suo corpo e il poter goderne sessualmente , vale per il suo uomo – modesto – come valore sufficiente del binomio avere – possedere. Lui è contento così.

Ci sta l’uomo più esigente , invece, che vorrebbe sapere dalla sua donna se alla fine lascerà tutto quel che ha a lui, oltre a poterne godere delle sue grazie in vita terrena. Soltanto così, ella, sarà per lui posseduta.

Tante diversità di persone attratte dal possedere ed avere. Tra le quali troviamo i soccorrevoli e i caritatevoli.
Questi si trovano ordinatamente in quella disarmonica scaltrezza che adegua a sé colui che si deve aiutare, come se il malcapitato avesse proprio il suo - di lui - bisogno, in maniera tale da goderne della massima riconoscenza, quindi l’attaccamento, quindi la sottomissione, quindi la sudditanza.
Così facendo queste persone dispongono dell’indigente come di uno di loro proprietà e possesso, visto che son due cose nettamente diverse, essendo - per avidità – soccorrevoli e caritatevoli.
Siamo traboccanti di gente diversa che ha l’esigenza di avere e possedere: l’uomo per natura ha il senso del possesso.

Il padre, la casta, l’alto politico, il maestro di scuola, il parroco scorgono ancora in ogni essere umano un’agevole occasione per un nuovo dominio.
Riguardiamoci.
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ROSABLU
Utente Master



Regione: Calabria
Prov.: Catanzaro
Città: Soverato


1002 Messaggi

Inserito il - 13/02/2011 : 15:06:03  Mostra Profilo Invia a ROSABLU un Messaggio Privato
Il gregge, in termini sociali, si identifica con la massa.
Incapace di agire senza direttive esterne, informe, anonima, vive di apparenze ed è facilmente manovrabile, se si conoscono le leggi che ne regolano le condotte. Tutti i dittatori e i grandi movimenti con stratagemmi ne hanno controllato le scelte, annullato le libertà individuali, facendo leva su una debolezza identitaria dei singoli (omologazione), da parte loro pronti a delegare le scelte e quindi le responsabilità ad altri, a cercare il capro espiatorio di turno, su cui canalizzare quelle aggressività e conflittualità, altrove sotterranee, ben nascoste dietro un’adesione formale alla deontologia del gruppo.
I componenti del "gregge" sono più inclini ad un’adesione verso ciò che ha contorni sfumati, quasi onirici, a richiami arcaici, a ciò che sembra (sentito dire), più che a ciò che è.
La massa è mossa da un sentire emotivo, soggetta a passioni spesso indotte, ma fermamente convinta, per soggezione alle “autorità” o per cultura sedimentata, di perseguire finalità alte.
…e così gli animi si rasserenano, nell’adeguamento si trovano certezze e sicura protezione.

In ricordo di ieri:
“Egli imparò a volare,
e non si rammaricava per il prezzo che aveva dovuto pagare.
Scoprì che erano la noia e la paura e la rabbia
a rendere così breve la vita di un gabbiano.”
(Richard Bach)

http://blog.libero.it/miriamcomito/view.php
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