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Parsifal
Utente Medio




315 Messaggi

Inserito il - 02/03/2014 : 18:14:09  Mostra Profilo Invia a Parsifal un Messaggio Privato
Che bello Monteparano, oggi!

Con i carri e tanta gente allegra.


Sono fuori campo, lo so!
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mentecat
Utente Master




2038 Messaggi

Inserito il - 07/03/2014 : 18:37:54  Mostra Profilo Invia a mentecat un Messaggio Privato
killer44 ha scritto:

Forse sembrerà fuori traccia , ma credo che c’è una spirale in cui tutti, indistintamente, ci siamo cacciati. Una spirale basata su dei bisogni artificiosamente creati, uno sviluppo mitizzato dalla società odierna, un meccanismo che stritola culture e valori, differenziati da secoli e rende gli essere umani identici e interscambiabili in un processo di omologazione, cioè di stereotipa somiglianza che non è altro che una coatta perdita dell’identità personale. Parlo di questo argomento con una sofferenza e partecipazione umana e voglio dedicare questo post ad un amico personale, perché non si perda d’animo.
Prendo spunto da un articolo letto molto tempo addietro. Parlava di cultura e ci si interrogava su quale fosse la cultura dominante di una Nazione. Si partiva con le distinzioni delle varie culture , per arrivare, dopo numerosi scarti, a identificare nella cultura di una nazione “quella cultura media tra la classe dominante e quella dominata”, ovviamente mettendo insieme anche quelle ritenute più “colte”.
Praticamente si è giunti a questo risultato dopo aver constatato che le varie “distinzioni di culture” e “unificazioni storiche” hanno ceduto il posto ad una organizzazione interclassista, che era il sogno di qualche buontempone appartenente al vecchio potere. Si è venuto a creare così un nuovo Potere ( con tanto di lettera maiuscola), identificato, a mio modo di vedere, in quel mostro che è “l’omologazione”. Chi lo rappresenta questo nuovo Potere? Non so rispondere con precisione, ma tutti noi ne siamo partecipi convenzionalmente ; non son capace di dire nemmeno se sia qualcosa di realmente voluto o meno.
Vado avanti di pancia, così, come mi viene, tra l’attesa di un piatto di pasta e la nausea che mi provoca il solo pensiero di essere anche io un “omologato”.
Ne parlo consapevole, ma non sono in grado di distinguerlo, neanche guardandolo in faccia, questo Potere. E’ subdolo e fa fare cose strane alla gente: fa ridere quando invece ci sarebbe da sbattere la fascia da primo cittadino sul tavolo ( vero Enjoy?); fa piangere chi non ha commesso alcun reato ma si vede portar via il presente e il futuro ( giustizia? Umanità? ); fa persino sembrare meno potenti i politici ( con la “p” decisamente minuscola).
Conosco solo perché le vivo alcune sfaccettature di questo nuovo Potere: una su tutte la sua decisione di abbandonare la Chiesa; a seguire la riuscitissima e difficoltosa operazione di trasformazione dei contadini in piccoli borghesi ( solo un esempio perché non ho nulla contro i contadini ), insomma omologare tutto e tutti uniformando tutto alla smania della produzione e del consumo.
Ideologia edonistica al potere voluta dal “Potere omologante” .
In questo nuovo adeguarsi, dal quale nessuno è escluso, riusciremmo mai a scovare una “voce fuori dal coro”? Qualcuno parlava di gregge qualche discussione più indietro, ma fu aspramente criticato poiché vicino alle idee di Nietzsche.
Il mio è un discorso che racchiude un sistema falso, com’è ora quello nostro, dove facciamo realmente fatica a distinguere un operaio da uno studente o un comunista da un fascista, perché anche il linguaggio e gli interessi di queste categorie si sono omologati. Politicamente trovate delle differenze tra ciò che dice Berlusconi e ciò che dice Bersani, tanto per fare un esempio? La politica in sé è diventata uno schema morto da riempire gesticolando e sciorinando battute.
Siamo stati assaliti da uno stato di ansia da “obbedienza all’omologazione”, ad un ordine non pronunciato, ma fortemente sentito. Ognuno si trova in uno stato d’ansia di essere identico agli altri, nella libertà, nel consumo, nell’essere felice: perché inconsciamente si è ricevuti quest’ordine, a cui si “deve obbedire”, a patto di “sentirsi diverso”. Una falsa uguaglianza ricevuta in regalo non si sa da chi!


Mi perdonerà il fuori traccia Enjoy, così come tutti gli altri.

P.S. Mi rendo conto che sono una voce fuori campo rispetto a ciò che hanno scritto gli altri.



(Un potere omologante disgregante, poiché i rapporti veri sono spariti nel momento dell’avvento della super tecnologia, la quale aggiorna gli “stati” a tempo di record, ma riduce a “icone” le persone fisiche!)


....Bar Kalua, San Giorgio Jonico ( Ta ); ritrovo per giovani e meno giovani. Tutti a dare seguito ad un contratto stipulato “tra” una forza eterea e se stessa, in cui si decidono le sorti dell’umanità. Gli astanti, circa una quarantina sono in gruppi da sei o sette; il silenzio come un frastuono. Posizione identica per tutti: col capo chino come se servisse una scossa elettrica per rimetterli in moto. Nessuno parla; nessuno ride; tutti con il bicchiere innanzi posato sul tavolino; tutti con il pollice sulla tastiera dello smartphone di ultima generazione. Il bar del ritrovo accoglie gente che si ritrova fisicamente, ma non socializza vis a vis. Come in una stazione di un vecchio film americano si attende che un altoparlante annunci il prossimo treno in maniera tale da far svegliare una massa dormiente e catturata dal nulla; rapiti dai 60 “mi piace” sul proprio profilo face book, piuttosto che dal numero di “followers” su twitter. Il treno in attesa sembra speciale, molto speciale: porterà tutti quanti in un’epoca precedente, quando i rapporti erano veri e quando le dita venivano utilizzate per pigiare i tasti di un flipper o quello di un telefono a muro per la restituzione del gettone.


La sanità mentale è un'imperfezione.

Charles Bukowski
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enter
Utente Super



Regione: Puglia
Prov.: Taranto
Città: Monteparano


5585 Messaggi

Inserito il - 08/03/2014 : 08:17:29  Mostra Profilo Invia a enter un Messaggio Privato
se potessi ti metterei un " mi piace".Tutto maledettamente vero e sorprendente per noi che,un pò avanti con gli anni,abbiamo vissuto altre esperienze.A noi toccava litigare per uscire in piazza e fare un pò più tardi,a noi erano banditi i bar e i relativi bicchieri e quando qualcosa ci piaceva non cliccavamo un tasto ma facevamo notte a furia di parlarne con gli amici.
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mentecat
Utente Master




2038 Messaggi

Inserito il - 20/03/2014 : 17:36:59  Mostra Profilo Invia a mentecat un Messaggio Privato
Sarà la stessa ricerca della legalità che spinge un uomo tedesco - Presidente della squadra più forte del mondo - ad autoproclamarsi colpevole di evasione fiscale e, quindi, di affrontare il carcere....con la pasionaria Santa(?)ché - che indìce una raccolta di firme in favore della sua personale causa e pensiero ideologico ? (???)

Alla Dolores Ibárruri de noiantri mi viene da suggerire le parole di un grande:

"Vanità di lottatore - Chi in una lotta non ha nessuna speranza di vincere o è manifestamente inferiore, vuole tanto più che la sua maniera di lottare venga ammirata." (F.W.N.)

Le è rimasta solo quella, la vanità!

La sanità mentale è un'imperfezione.

Charles Bukowski
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Enjoy
Utente Master



Regione: Puglia
Prov.: Taranto
Città: Monteparano


1108 Messaggi

Inserito il - 27/08/2014 : 04:38:11  Mostra Profilo Invia a Enjoy un Messaggio Privato
Sei di queste parti se...

...la consapevolezza di rappresentare democraticamente una consociazione di individui non è condizione sufficiente a suggerirti un contegno -di fronte ai tuoi elettori, in un luogo pubblico e per iscritto- che non sia quello che potrebbe usare un pecoraio ubriaco.

...pur sapendo che quella particolare vox populi è senz'ombra di dubbio vox Dei, perchè hai tutti gli elementi per sostenerlo, taci nella più totale connivenza.

...un giochino di paese che dovrebbe unire divide e genera violenza portandoti a sbraitare alla maniera del pecoraio ubriaco di cui sopra.

...un animale domestico che vive in casa dei tuoi vicini da 20 anni è motivo di fastidio e la soluzione più logica e socialmente apprezzabile è ammazzarlo perchè di notte non riesci a dormire, tanto è solo-un-gatto, tanto è solo-un-cane, e tu sei solo un testa-di-cazzo.

...ti scandalizza la volgarità della parola più che la volgarità dei fatti.

...passi la vita dietro quelle persiane scavando nei vizi privati della tua gente con una morbosità nauseante, con la stessa espressione soddisfatta e luccicante di quei disgraziati che sorridono in posa davanti a un obiettivo per la foto ricordo nei pressi della casa di Zio Michele.

...il delitto di Avetrana ti procura lo stesso dolore che provi per la morte di Natalina nell'ultima puntata di Don Matteo.

...hai un prete che va a caccia.

...hai per monumento ai caduti un simbolo fallico da vent'anni e per vent'anni non te ne rendi conto credendo sia davvero un monumento ai caduti.

...le multe fioccano che è una bellezza sui parabrezza delle macchine in divieto di sosta purchè la macchina ovviamente non sia quella di tuo cugino. Salvo accorgersene per tempo, altrimenti se compili il verbale e poi cambi il numero di targa, per esempio, la gente fa ricorso e tu fai la figura del mentecatto.

...hai tanti cugini.

...sei stato eletto perchè hai tanti cugini, altrimenti non si spiegherebbe.

...litighi su Facebook con qualcuno, la sera stessa lo incontri per strada e gli offri da bere. Era tutta una finta.

...hai 200 amici su Facebook, 150 dei quali se dovessi incontrarli per strada cambieresti marciapiede. Tutta una finta.

...chiami "drogato" il ragazzino di 16 anni che si fa una cannetta giù a padrepìo e ti lamenti con me, distrattamente, parlando del più e del meno, di questa gioventù deviata mentre tuo marito torna a casa la sera completamente ubriaco, sappi che l'ho visto stanotte, dal terrazzo, vomitare in giardino, a 70 anni. E detto tra noi, sul terrazzo mi stavo fumando una canna.

..."e poi sono dei senza-dio non li vedi mai in chiesa stanno tutti buttati per strada chissà dove andremo a finire manca proprio come ti devo dire... la fede di una volta, quella carità cristiana" ed era la stessa che mesi fa non sapendo che farsene prese un gattino appena nato, lo mise in una busta di plastica, e lo buttò, vivo e sofferente, nell'orto del vicino. Però tutte le domeniche andava a messa.

...esci da messa dicendo e pure stavolta ci siamo tolti il pensiero.

...ti lamenti perchè all'anniversario di morte di tuo marito il prete sull'altare nomina anche un altro morto di un'altra famiglia, oltre che tuo marito. Hanno pagato, vogliono l'esclusiva. Questo sempre in nome della carità cristiana.

...il prete guadagna sui morti. Esiste un vero e proprio tariffario (tacito ma ben consolidato) a cui il popolo normalmente si attiene. Un morto 20 euro. Con due morti hai lo sconto famiglia. Una parte di questi denari è destinata alle spese private del sacerdote, per legge. "Spese private" significa che volendo, il prete potrebbe spenderli in maniera del tutto lecita, non so, in fucili e cartucce, per esempio. E in maniera altrettanto lecita, per l'autorità che voi stessi gli avete riconosciuto, se fosse vivo quel Cristo vi prenderebbe a frustate, letteralmente, come due millenni fa, davanti a quella spelonca di ladri.

..."ma la Chiesa senza quelle offerte sarebbe povera", dice l'idiota.

...il prete non guadagna sui morti. C'è un sacerdote, da queste parti, che rifiuta quel sistema, non accetta denari. Se volete offrire, fatelo in segreto, e in altri momenti. La messa ai defunti non si paga. Le cose sacre non si vendono. In nessun modo.
Amen.



"Bisogna diventare indifferenti, senza mai chiedersi se la verità sia utile o fatale per qualcuno..."
F. Nietzsche
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Carlo
Utente Attivo


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Città: monteparano


710 Messaggi

Inserito il - 28/08/2014 : 22:04:36  Mostra Profilo Invia a Carlo un Messaggio Privato
condivido molte delle riflessioni di enjoy, sono molto veritiere purtroppo, tuttavia sono tutti pensieri in negativo, vorrei che ti sforzassi, se vuoi, di farne altri ma in positivo, il mio cervello stasera è fuso, altrimenti ti aiuterei.
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