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 Le dimissioni del dottor Gallo
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Prov.: Taranto
Città: Monteparano


3659 Messaggi

Inserito il - 20/03/2009 : 14:56:01  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Amministratore Invia a Amministratore un Messaggio Privato
Questo è un testo di documentazione storica, volutamente reso in forma narrativa per stimolare curiosità nel lettore. E' stato già pubblicato tempo fa nel sito (sezione TRACCE DEL PASSATO), ma adesso pare opportuna una sua riproposizione in questa sede,

Il 25 ottobre 1912 un fulmine a ciel sereno scosse il torpore del nostro piccolo paesino, in un autunno ancora tardo a venire. Il dr. Nicola Gallo, medico condotto del paese fin dal luglio 1899, prese carta e penna e iniziò a scrivere. Ormai la decisione era presa, dopo lunghe meditazioni, dopo averla ricacciata indietro più volte. “Ill.mo Signor Sindaco … “ - il tono delle parole, nonostante la pacatezza del discorso, era eloquente - ! … dopo 13 anni e 3 mesi che ho prestato l’opera mia modesta, ma assidua, zelante, amorevole di medico condotto in questo Comune, senza aver preteso aumento di stipendio per l’accresciuta popolazione, per il rincaro della vita, per i non pochi servizi straordinari prestati nelle diverse epidemie coleriche e vaiolose, ed avendo rinunciato da tre anni ad usufruire della licenza annuale, come era mio diritto, e ciò per non aggravare di spese il bilancio comunale, …”.

Il dottor Gallo posò la penna, si alzò dal tavolo e si diresse verso la porta d’ingresso della sua povera casa. Dagli stipiti socchiusi si intravedeva uno scorcio di piazza e un pezzo del sagrato della Chiesa. Subito gli ritornarono alla mente tante scene degli ultimi 13 anni, tanti piccoli particolari che pensava dimenticati …

Si asciugò il sudore, era calda quella giornata di estate avanzata, tornò a sedere e continuò a scrivere “ … sono costretto a rassegnare le mie dimissioni dalla carica di medico condotto e di ufficiale sanitario. E ciò perché la mia benevolenza e lo scrupoloso adempimento del mio dovere, anziché essere titolo per me di maggiori riguardi da parte degli amministratori e degli amministrati, incoraggiano questi ultimi a nuove pretese, che io non posso più tollerare. Nel pregare V.S. di prendere atto delle date dimissioni, La prevengo che io continuerò a prestare servizio sino al 31 corrente mese, rendendone contemporaneamente edotto il sig. Sottoprefetto.”

A questo punto rilesse con calma tutto quello che aveva scritto, sembrò soddisfatto e appose la sua firma : Dr. Nicola Gallo.

Il giorno dopo la notizia si sparse in un baleno in ogni parte del paese. Il Sindaco Domenico Lapesa, in carica ormai da vent’anni (era stato eletto sindaco per la prima volta nel gennaio 1892), prese contatti anche con l’agguerrita minoranza consigliare di quegli anni, capeggiata da Ciro Lezzi, e convocò un Consiglio Comunale straordinario (e in seduta segreta) per il giorno 29 ottobre alle ore 19.00.

Alla fine di ottobre il sole è già abbondantemente tramontato alle sette della sera. I fanali al carburo, riaccesi l’anno prima dopo quasi vent’anni, illuminavano scarsamente la via Consolare. Quel giorno aveva piovuto e molti dei Consiglieri Comunali dovettero fare i conti con il fango che regnava sovrano nel tratto di strada che dalla via Nuova portava al Castello. Tra un’imprecazione e l’altra si arriva comunque alla sala dell’adunanza, al primo piano del palazzo d’Ayala. Data la segretezza della riunione c’è soltanto il segretario comunale, Domenico Leopizzi, e tutti i consiglieri tranne uno. Mancava, ma era giustificato perché si trovava fuori sede, l’avv. Giovanni Mennuti, assessore dal maggio dell’anno precedente.

Il Sindaco lesse la lettera del dottor Gallo e invitò i consiglieri ad esprimersi. Prese subito la parola Ciro Lezzi, che, come era nel suo carattere, definì senza mezzi termini “troppo puerili” i motivi che avevano portato alle dimissioni ed esortò il Consiglio a respingerle.

Dopo di lui parlò il consigliere Mazza Giuseppe, dicendo che bisognava respingere le dimissioni del dr. Gallo, ma che si dovevano migliorare le sue condizioni economiche, bisognava tenere conto del caro vivere di quegli anni, dell’accresciuta popolazione del Comune, delle tante benemerenze acquistate dal medico condotto e dell’obbligo che si voleva ingiungergli di visitare anche i malati all’estremo occidente dell’abitato, verso la vicina Roccaforzata, là dove alcuni regnicoli avevano iniziato ad edificare.

Dopo qualche altro intervento dello stesso tenore, la decisione fu presa all’unanimità: dimissioni respinte, aumento di due decimi dello stipendio, fitto del locale per l’armadio farmaceutico a carico del Comune già dal passato mese di agosto.

La mattina dopo, il Sindaco scrisse al dr.Gallo e lo informò delle nuove decisioni. Lo informò che il Consiglio Comunale unanime faceva voti affinché egli volesse “…continuare a prestare l’opera sua … con quella assiduità, amore, zelo, diligenza e sapienza di che sempre ebbe a lodarsene”, lo informò quindi dei miglioramenti economici deliberati, facendosene egli stesso garante, e concluse con queste parole: “ Nutro fiducia, anzi certezza, che anche pel plebiscito di stima, gratitudine e riconoscenza che questa popolazione tutta Le sta tributando, Ella vorrà recedere dal suo proposito di allontanarsi da questo Comune”.

Il giorno dopo, 31 ottobre 1912, il dottor Gallo prestò regolarmente il suo servizio, come aveva fatto negli ultimi tredici anni e tre mesi. Andò anche a visitare un malato che abitava in una delle case da poco edificate all’estremità verso Roccaforzata. Al tramonto, ritornando a casa, diede un’occhiata alla Chiesa, pensò di entrare un attimo a salutare il parroco, Don Cosimo Moscatelli, poi ristette e tirò avanti.
La mattina dopo partì e non ritornò più.

"Fatti non fummo per viver come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza"

ciro il grande
Utente Attivo



Regione: Puglia
Prov.: Taranto
Città: Monteparano


785 Messaggi

Inserito il - 20/03/2009 : 19:03:59  Mostra Profilo Invia a ciro il grande un Messaggio Privato
Ma la storia è andata veramente così? Dovrò recarmi al cimitero e sostare presso la prima tomba, a destra, entrando dal cancello principale, ove riposano le ossa centenarie del mio bisnonno Ciro Lezzi. Se vi trovate a passare da quel luogo e gettate uno sguardo sul tumulo descritto, non vi lasciate trarre in inganno dalla più giovane età dell'ultimo dimorante, anch'egli Ciro Lezzi, ma nipote del più importante avo, suo e mio. Dentro, in una cassettina zincata, vi sono anche i resti dell'uomo, assessore, Sindaco e Podestà di Monteparano, cennato dall'Amministratore nel post appena più sopra.
Ho una certa venerazione per il mio avo che mi consente di colloquiare con lui "post mortem", nell'intimo, quando sosto, passando obbligatoriamente, davanti la sua dimora. Avevo confidenza, da piccolo, la conservo da grande. Dovrò sostare più del solito per farmi raccontare e risvegliare nella memoria di fanciullo, una certa storiella di un dottore al quale furono "consigliate" onorevoli dimissioni. Sarà lo stesso dottore della nostra storiella? Nelle afose serate estive di un tempo quando, davanti i portali delle case, ci si riuniva per "drifiscare l'ossi" dopo una giornata di fatiche e si raccontavano "li cunti" di antica memoria, mi sono imbattutto, più di una volta, su una storiella circa una tresca fra una nobildonna, bellissima, che si fingeva cagionevole di salute per farsi visitare, quotidianamente, da un dottore che non lesinava ad approfittare delle sue grazie.
In quella mia sosta cimiteriale avrò la risposta a tanto dubbio? Voi cosa ne pensate?

Ciro il grande
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