IL FORUM DI MONTEPARANO.COM

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Autore Discussione
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Bamby
Utente Medio



Regione: Lombardia
Prov.: Milano
Città: Milano


169 Messaggi

Inserito il - 26/01/2009 : 13:55:08  Mostra Profilo Invia a Bamby un Messaggio Privato
"Le nostre Istituzioni"....mi piace chiamarli così...Mi riferisco a tutti coloro che da vicino o non fanno parte quotidianamente della nostra vita. Sto parlando dei grandi del nostro paese ...di coloro che per alcuni "han fatto la differenza" e per altri un modo per passarci del tempo assieme....Mi piacerebbe leggere tutte le testimonianze di chi, nel corso della vita, ha avuto la possibilità di conoscere i nostri concittadini, parte della nostra comunità ormai da anni. Parlo dei diversamente abili del nostro paese, di coloro che ho avuto la possibilità di conoscere e non.
I nomi fateli voi e raccontateci le vostre belle esperienze (ovviamente raccontiamo tutto ciò che di bello fan parte della loro vita)!!
A presto
Bamby

angelo60
Utente Attivo


Regione: Puglia
Prov.: Taranto
Città: Monteparano


970 Messaggi

Inserito il - 26/01/2009 : 16:07:42  Mostra Profilo Invia a angelo60 un Messaggio Privato
Rompiamo il ghiaccio su questo argomento:
Una delle cose che mi vengono in mente come istituzione del nostro paese, è del passato e sono state nel loro insieme le suore salesiane che hanno lasciato in noi tanti episodi e una gioia di aggregazione (nell'ex asilo) che oggi sta rivivendo quella atmosfera attraverso l'oratorio dei volontari di Monteparano.com, a ben guardare sono tutti passati attraverso l'esperienza del periodo delle "suore". Si potrebbero fare tanti esempi di piccoli episodi a loro riguardo, probabilmente noi più grandicelli ne abbiamo ognuno nel cuore che ci portiamo sempre con noi...
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Bamby
Utente Medio



Regione: Lombardia
Prov.: Milano
Città: Milano


169 Messaggi

Inserito il - 26/01/2009 : 17:04:53  Mostra Profilo Invia a Bamby un Messaggio Privato
E bene si , quando eravamo piccoli era tutto diverso effettivamente, e in quell oratorio chissà quanto divertimento c'era....non appena torno nel nostro tanto amato paesino mi piacerebbe rimetterci piede e rivivere le stesse emozioni di una volta....!!!
Però con questa discussione, avrei tanto voluto orientarmi su tutt'altro argomento (nulla da togliere alle nostre suore che ci hanno cresciuto: un elogio a Suor Lucia e Suor Maria)!!
Dai impegniamoci, abbiamo molto da raccontare!!!!
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Bamby
Utente Medio



Regione: Lombardia
Prov.: Milano
Città: Milano


169 Messaggi

Inserito il - 26/01/2009 : 22:22:07  Mostra Profilo Invia a Bamby un Messaggio Privato
E va bene rompiamo davvero il ghiaccio.......
Una delle cose più carine che mi viene in mente riguarda Angelo che puntualmente ogni domenika veniva a casa mia...appicicava il suo dito sul campanello e quando rispondevo chiedeva semplicemente l orario!!!Chissà perchè puntualmente era mezzoggiorno....!!!Era un modo carino per salutarci, per chiedere ..."comu sciam'?"....e poi aggiungeva "...ah li wuai, li wuai"...e se ne andava!!!troppo dolce davvero.....!!!
Ora tocca a voi.....



P.S::(Miraccomando solo le cose più belle)

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leghi
Utente Attivo




575 Messaggi

Inserito il - 27/01/2009 : 17:12:26  Mostra Profilo Invia a leghi un Messaggio Privato
Qualche pillola di saggezza, che ognuno di noi ha ricevuto, come insegnamento dai nostri amici diversamente abili.Vecchi e nuoviricordi sin dai tempi di scuola.A monteparano oltre al nostro grande amico Angelo(che rimane la nostra grande istituzione x eccellenza)abbiamo tanti altri amici che siccome non possono andare in giro restano forse un po' dimenticati. Proviamo a chi li ha conosciuti e frequentati a ricordarci qualche piacevole episodio sarebbe carino avere ogni tanto un piccolo pensiero anche x loro.Fanno parte della nostra comunita'lamica BAMBY ha lancito il primo commento vediamo di sentirne altri non facciamo l'errore di lasciarli sempre nell'anonimato grazie.
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killer44
Utente Super




2824 Messaggi

Inserito il - 27/01/2009 : 19:03:50  Mostra Profilo Invia a killer44 un Messaggio Privato
Chi ha voluto questa discussione chiede qualcosa che non tutti possono dare. Infatti, anche a sforzarmi non mi viene niente in mente in merito alle cosi dette “istituzioni”.
Personalmente ho visto determinate persone sempre da lontano ( probabilmente per scarsa attenzione ), quindi non sono stato testimone di nessun episodio particolare. Quelle volte che mi è capitato di assistere a qualcosa che riguardasse uno di loro ( Angelo ) , non è stato certamente un qualcosa che poi si potesse raccontare. Tempo addietro, forse….ma potrei sbagliarmi, non c’era quell’attenzione che si riserva ora per i meno fortunati. E’ lodevole, comunque, l’insistenza di leghi e Bamby circa l’argomento.

Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Nietzsche
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Bamby
Utente Medio



Regione: Lombardia
Prov.: Milano
Città: Milano


169 Messaggi

Inserito il - 28/01/2009 : 14:22:30  Mostra Profilo Invia a Bamby un Messaggio Privato
Ringrazio tantissimo Killer44 per la sua pseudo-testimonianza. Perdonami per il termine, non prenderla come una accusa, ma credo che ciò che hai scritto sia veritiero, rispecchia quella cosiddetta REALTA'che purtoppo ci circonda.
La colpa non è attribuibile a nessuno o almeno forse ci nascondiamo dietro questa fantomatica "scusa".
Con questa discussione volevo effettivamente capire la realtà che riguarda un piccolo paese come il nostro (troppe poche persone per non conoscerci tutti). Poi te (=killer44) dici: "Tempo addietro, forse….ma potrei sbagliarmi, non c’era quell’attenzione che si riserva ora per i meno fortunati"..ed io di chiedo: "Ed oggi?"...testimonianze di oggi forse potrebbero emergere, dato che "forse" oggi si riserva più attenzione!
Vorrei ribadire che con ciò non voglio insegnare nulla a nessuno, perchè vorrei solo imparare dalla vita e immagazzinare sempre più esperienze che mi facciano crescere e SOPRATTUTTO capire.
A questo punto non mi resta che passare il testimone al prossimo!
Ciao
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killer44
Utente Super




2824 Messaggi

Inserito il - 29/01/2009 : 13:52:26  Mostra Profilo Invia a killer44 un Messaggio Privato
Oggi c’è più attenzione ….ma da parte di associazioni e fondazioni, probabilmente. I “singoli” continuano a vivere la propria vita rimanendo fuori da certe problematiche: se un simile caso lo hai in famiglia, si tende ad amplificare la portata del problema cercando di coinvolgere altra gente ( ma generalmente si raccolgono adesioni solo da chi è investito da simili problemi); chi invece è scevro da un simile flagello, nella stragrande maggioranza dei casi, pensa esclusivamente alle proprie cose, rimanendo distante anni luce da ciò che succede ad un metro dalla propria persona.
Non c’è da meravigliarsi, è leitmotiv della vita moderna.
Comunque,dovendo necessariamente rimanere in tema e, conscio di non essere di grande aiuto a questa discussione, ricordo vagamente quando una mia conoscente veniva a casa e raccontava cosa accadeva in classe ( ormai tanti anni fa ) con un diversamente abile di Monteparano di nome Tani. Tra le pochissime cose che posso dire c’è sicuramente quella che gli erano tutti affezionati. Ogni giorno era un fatto nuovo che, come già detto, non riesco a ricordare. Magari in età scolastica questa fenomenologia viene recepita nella giusta maniera, poi, crescendo, si modificano i parametri di accettazione dell’altro e si riesce ad avere solo qualche ricordo e tanta pietà. Ovviamente quest’ultima considerazione ( ma più in generale tutto il discorso) non è Vangelo.

Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Nietzsche
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Bamby
Utente Medio



Regione: Lombardia
Prov.: Milano
Città: Milano


169 Messaggi

Inserito il - 29/01/2009 : 14:50:03  Mostra Profilo Invia a Bamby un Messaggio Privato
Ringrazio nuovamente killer44 per aver partecipato all attuale discussione, ma soprattutto per aver scritto una testimonianza anke se vissuta indirettamente....comunque secondo me tutti quanti sia da lontano che da vicino han vissuto un piccolo momento in compagnia di questi ragazzi che riempiono di gioia il nostro animo anche se a volte non ce ne accorgiamo....
Poi te dici "Magari in età scolastica questa fenomenologia viene recepita nella giusta maniera, poi, crescendo, si modificano i parametri di accettazione dell’altro"...io ti chiedo perchè secondo te? è vero questo è quello che accade ogni qualvota il diversamente abile abbandona quella seconda casa che lo ha accolto per diversi anni...dove le persone che lo circondavano lo amavano, lo adoravano e ci giocavano insieme...e poi?il vuoto più totale....perchè?semplicemente perchè la scuola è un luogo dove gli insegnanti ti invitano a fare determinate cose? o dove i bimbi nella pur giovane età imparano ad avere una visione più "aperta" e a capire che alla fine poi tanta diversità non c'è affatto....!
La colpa è del passato, le lotte inutili, ma la spugna nn si butta mai.
Ciao a tuttiiiii!!!
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Amministratore
amministratore


Prov.: Taranto
Città: Monteparano


3659 Messaggi

Inserito il - 29/01/2009 : 14:54:39  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Amministratore Invia a Amministratore un Messaggio Privato
Visto che si è parlato di Tani, vi informo che ieri sera, in una riunione dell'Associazione, si è affrontato il problema e ci siamo posti l'obiettivo di "ridare diritto di cittadinanza a tutti i diversamente abili di Monteparano " ... e non solo di Monteparano.
Tra l'altro, abbiamo posto il problema anche al parroco ...

E, vi assicuro, l'Associazione non parla a vanvera ....


"Fatti non fummo per viver come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza"
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Bamby
Utente Medio



Regione: Lombardia
Prov.: Milano
Città: Milano


169 Messaggi

Inserito il - 29/01/2009 : 14:57:22  Mostra Profilo Invia a Bamby un Messaggio Privato
E cosa avrebbe risposto il parroco?
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Bamby
Utente Medio



Regione: Lombardia
Prov.: Milano
Città: Milano


169 Messaggi

Inserito il - 29/01/2009 : 14:58:18  Mostra Profilo Invia a Bamby un Messaggio Privato
Cosa significa: ""ridare diritto di cittadinanza a tutti i diversamente abili"
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Amministratore
amministratore


Prov.: Taranto
Città: Monteparano


3659 Messaggi

Inserito il - 29/01/2009 : 15:04:30  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Amministratore Invia a Amministratore un Messaggio Privato
Cara Bamby,
tranquilla ... (anche se ti capisco)!

Il parroco ha mostrato una sua disponibilità.

"Ridare diritto di cittadinanza a tutti i diversamente abili" significa reincluderli nella comunità, cioè che non restino solo dei "nomi" da citare per mettersi l'anima in pace.

Per capirci, il problema non è il loro ... ma degli altri!

"Fatti non fummo per viver come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza"
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Bamby
Utente Medio



Regione: Lombardia
Prov.: Milano
Città: Milano


169 Messaggi

Inserito il - 29/01/2009 : 15:19:29  Mostra Profilo Invia a Bamby un Messaggio Privato
ok ok....Grazie Amministratore.
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ELISIR
Utente Attivo




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Inserito il - 29/01/2009 : 16:10:49  Mostra Profilo Invia a ELISIR un Messaggio Privato
“Magari in età scolastica questa fenomenologia viene recepita nella giusta maniera, poi, crescendo, si modificano i parametri di accettazione dell’altro"...io ti chiedo perchè secondo te?”


Bamby tu chiedi perché….ed io ti rispondo perché oltre alle barriere architettoniche, di cui sovente sentiamo parlare,sicuramente fondamentali per la vita “pratica” dei disabili, bisogna superare le barriere mentali, radicate in ognuno di noi.
Ti posso assicurate che per quanto io mi sforzi, a volte mi risulta difficile essere naturale in certe situazioni. Ma la colpa non è mia, la colpa è di chi non mi ha permesso di vivere queste realtà con naturalezza. Sovente è la famiglia stessa, consentitemelo, che per evitare il rifiuto altrui o per eccessiva protezione, nega l’integrazione del disabile stesso, quindi bisogna cominciare dalla scuola e dalla famiglia.
Il disabile deve poter condividere il suo spazio, le sue emozioni, la sua energia e sicuramente i suoi limiti, con gli altri. Bisognerebbe insegnare già in età scolastica che la condizione del disabile è avulsa da ragioni di volontà, per cui va condivisa e aiutata ,questo per formare generazioni più consapevoli e responsabili. "Diverso" significa nuovo, insolito e tutto ciò che è nuovo e insolito, una volta legittimato, diventa superato e ordinario.
Bene, credo che solo dopo aver superato realmente e radicalmente il problema dell’integrazione nella nostra mente si potrà avere anche un cambiamento culturale di un certo spessore.

P.S. Mi dispiace, non conosco Tani, conosco Angelo però, e la sua diversità è diventata per me normalità, per cui non lo riconosco nelle persone diversamente abili.

Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo.
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leghi
Utente Attivo




575 Messaggi

Inserito il - 29/01/2009 : 17:12:00  Mostra Profilo Invia a leghi un Messaggio Privato
E per superare realmente e radicalmente il problema nella nostra mente(come dice Elisir)Quanti millenni ancora dovremo aspettare per vedere dei cambiamenti?
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Bamby
Utente Medio



Regione: Lombardia
Prov.: Milano
Città: Milano


169 Messaggi

Inserito il - 29/01/2009 : 19:14:50  Mostra Profilo Invia a Bamby un Messaggio Privato
In merito a : "Sovente è la famiglia stessa, consentitemelo, che per evitare il rifiuto altrui o per eccessiva protezione, nega l’integrazione del disabile stesso, quindi bisogna cominciare dalla scuola e dalla famiglia".....ti dico: hai pienamente ragione....molti cadono in questo errore...dichiarano di non essere capiti solo xkè molte volte si è sicuri di capire....!!!ma ripeto "MOLTI"...ma credimi non tutti!!!
capisco che è un argomento difficile.....ma io sono sicura xkè credo sempre nel miglioramento degli avvenimenti che tutti riusciremo a "superare realmente e radicalmente il problema nella nostra mente"
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killer44
Utente Super




2824 Messaggi

Inserito il - 29/01/2009 : 20:16:57  Mostra Profilo Invia a killer44 un Messaggio Privato
Elisir ha centrato il problema. Se da una parte la scuola, attraverso gli insegnanti di sostegno e non ( anche maestri e professori “ordinari” fanno ampiamente il loro dovere ) svolgono un compito importante circa una massiccia campagna di sensibilizzazione , lo stesso, purtroppo, non si può dire delle famiglie ( dei disabili e dei non disabili ).
Vorrei non dare ragione a leghi quando sostiene “E per superare realmente e radicalmente il problema nella nostra mente (come dice Elisir) Quanti millenni ancora dovremo aspettare per vedere dei cambiamenti?”; però, dato i tempi sono pessimista e, quindi, temo che dovremo aspettare ancora parecchio prima che si formi una nuova generazione che sappia accogliere con naturalezza il disabile.
Riprendo il discorso di Elisir quando sostiene che la situazione di Angelo ci è diventata normale; quella “normalità” non è certo quella che serve ad Angelo e a tutti quelli che si trovano in quella situazione. Una situazione “normale” prevede interazione con il disabile e/o con i suoi tutori, e non la mera risposta telegrafica, come a voler tagliar corto, quando ci chiede “ce ora so”.
Ma Elisir ha pienamente ragione quando prendiamo in considerazione la nostra ( di tutti o dei più) carenza culturale circa l’argomento “disabile”. E’ difficile scrollarsi di dosso quell’alone di (consentitemelo anche se il termine può apparire forte) “paura”; è come se quella figura possa offendere la nostra persona con qualche gesto inconsulto. Mi rendo conto che sono parole dure da esporre e da recepire ma, in tutta franchezza, diversamente non riuscivo a proporre il mio pensiero.
Però qualcosa si muove: le parole dell’Amministratore circa il “dare cittadinanza a chi non ne ha”, hanno il sapore del buon auspicio. Spero di vedere quanto prima qualche iniziativa dell’associazione indirizzata a questo tema.

Il mio tempo non è ancora venuto; alcuni nascono postumi.

Nietzsche
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Amministratore
amministratore


Prov.: Taranto
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Inserito il - 29/01/2009 : 22:17:29  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Amministratore Invia a Amministratore un Messaggio Privato
Nel recente Premio di Poesia "La Bottega delle Emozioni" la nostra Associazione ha voluto dare un "Premio Speciale" ad una poesia del maestro in pensione Mimino Vizzarro, dedicata al problema della disabilità e ... in particolare a Tani.
Credo che questo faccia ben capire quali siano i nostri intenti.
Intanto ho provveduto alla pubblicazione sul sito della poesia. Forse potrebbe dare nuovi spunti alla discussione.

http://www.monteparano.com/Cosi%20t'ho%20visto.htm

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angelo60
Utente Attivo


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Inserito il - 29/01/2009 : 22:57:17  Mostra Profilo Invia a angelo60 un Messaggio Privato
Vi racconto un piccolo episodio : Ho un bambino con simdromi autistiche, molto sensibile alle situazioni diverse dal suo ambiente conosciuto... Durante la recita Natalizia nella scuola il bambino era presente, ma essendoci confusione era molto a disagio che lo manifestava piangendo e divincolandosi (unico modo per manifestare disagi) lo ho tenuto per quasi tutto il periodo in braccio passeggiando per i corridoi della scuola, ad un certo punto però dovevo filmare la manifestazione in cuoi era presente il fratello e mi sono allontanato da lui per mettermi in posizione più strategica. Trovandomi vicino ad altre "mamme" E considerando che il bambino era abbastanza lontano, sentivo dire "Madonna ma quando lo fanno smettere, non vedono che danno Fastidio? perchè non lo portano fuori?" Sono andato in silenzio a prendere mio figlio e l'ho portato fuori a passeggiare lontano dalla gente normale perchè "dava fastidio"....
E' questa l'integrazione?
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ELISIR
Utente Attivo




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Inserito il - 29/01/2009 : 23:17:58  Mostra Profilo Invia a ELISIR un Messaggio Privato
"Sono andato in silenzio a prendere mio figlio e l'ho portato fuori a passeggiare lontano dalla gente normale perchè "dava fastidio"....


Sovente è la famiglia stessa, consentitemelo, che per evitare il rifiuto altrui o per eccessiva protezione, nega l’integrazione del disabile stesso, quindi bisogna cominciare dalla scuola e dalla famiglia.


Angelo non volermene,ma mi riferivo proprio a questo,quando ho scritto questa frase...la tua voce è la sua voce e non puoi consentire alla "gente normale" di far tacere tuo figlio.
Se fai rumore Angelo, qualcuno sentirà tuo figlio e comincerà ad abituarsi alla sua voce,ma se tu taci, non lo sentirà nessuno.

Disapprovo ciò che dici, ma difenderò alla morte il tuo diritto di dirlo.
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