IL FORUM DI MONTEPARANO.COM

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Franz Bunga
Utente Master



Regione: Lazio
Prov.: Roma
Città: Roma


1496 Messaggi

Inserito il - 21/07/2010 : 11:21:47  Mostra Profilo Invia a Franz Bunga un Messaggio Privato
Aspettiamo Godot.

"i giardinetti! inospiti lande steppose. E pur si millantano in un vezzegiativo che al buon ragionare trasmette un'idea di abbindolamento" Michele Mari

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Franz Bunga
Utente Master



Regione: Lazio
Prov.: Roma
Città: Roma


1496 Messaggi

Inserito il - 22/07/2010 : 10:36:49  Mostra Profilo Invia a Franz Bunga un Messaggio Privato
Franz Bunga ha scritto:

Il comune di Monteparano si batte per non concedere deroghe o permessi di ampliamento. Un bel gesto da parte di questa amministrazione, oltre che d'immagine anche di sostanza, sarebbe costituirsi parte civile in questo processo. Le vere vittime di tutto ciò siamo noi cittadini dei paesi limitrofi. Tutelateci.



Ho appena letto sul corriere del giorno di ieri, che si può leggere anche on-line (http://www.corgiorno.it/) che il consigliere comunale di Fragagnano (PD) ha chiesto le dimissioni del Sindaco dello stesso comune (sempre PD) in quanto ha firmato il ristoro ambientale per Fragagnano.

Ho letto che tale "convenzione" prevede l'esclusione di ogni iniziativa del comune contro la ditta Vergine, pena risoluzione della convenzione e restituzione delle somme ricevute medio tempore.

Ma quella in vigore per Monteparano prevede la stessa cosa? Siamo anche noi sotto ricatto? Ci facciamo comprare la nostra vita e la nostra dignità di cittadini e di uomini? Un ristoro vale la nostra vita serena e con un ambiente sano?

Ho troppa paura che queste somme vadano a regime nei bilanci dei nostri comuni e non se ne possa più fare a meno una volta che si fanno quadrare i conti grazie a questi soldi.

Adesso si indaga per reati, rifiuti speciali buttati da noi senza essere stati "ripuliti" come la legge prevede. Il comune di Monteparano vorrà e potrà costituirsi parte civile o è impossibile perchè abbiamo anche noi questa clausola?

Solidarietà piena al consigliere comunale di Fragagnano Vincenzo Di Maggio.

"i giardinetti! inospiti lande steppose. E pur si millantano in un vezzegiativo che al buon ragionare trasmette un'idea di abbindolamento" Michele Mari

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antonio85
Utente Normale



Regione: Estero


67 Messaggi

Inserito il - 23/07/2010 : 21:40:39  Mostra Profilo Invia a antonio85 un Messaggio Privato
Franz Bunga ha scritto:
Ho appena letto sul corriere del giorno di ieri, che si può leggere anche on-line (http://www.corgiorno.it/) che il consigliere comunale di Fragagnano (PD) ha chiesto le dimissioni del Sindaco dello stesso comune (sempre PD) in quanto ha firmato il ristoro ambientale per Fragagnano.

Ho letto che tale "convenzione" prevede l'esclusione di ogni iniziativa del comune contro la ditta Vergine, pena risoluzione della convenzione e restituzione delle somme ricevute medio tempore.

Ma quella in vigore per Monteparano prevede la stessa cosa? Siamo anche noi sotto ricatto? Ci facciamo comprare la nostra vita e la nostra dignità di cittadini e di uomini? Un ristoro vale la nostra vita serena e con un ambiente sano?

Ho troppa paura che queste somme vadano a regime nei bilanci dei nostri comuni e non se ne possa più fare a meno una volta che si fanno quadrare i conti grazie a questi soldi.

Adesso si indaga per reati, rifiuti speciali buttati da noi senza essere stati "ripuliti" come la legge prevede. Il comune di Monteparano vorrà e potrà costituirsi parte civile o è impossibile perchè abbiamo anche noi questa clausola?

Solidarietà piena al consigliere comunale di Fragagnano Vincenzo Di Maggio.

La convenzione proposta a Fragagnano rispecchia quella applicata per Monteparano, raddoppiando le cifre del ristoro.
Sarà per questo che è stato aggiunto un "articolo 4 bis" in cui è previsto come tu dici "l'esclusione di ogni iniziativa del comune contro la ditta Vergine, pena risoluzione della convenzione e restituzione delle somme ricevute medio tempore"
Allegato: REPLICA ALLE ACCUSE.pdf
67,5 KB"
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enter
Utente Super



Regione: Puglia
Prov.: Taranto
Città: Monteparano


5585 Messaggi

Inserito il - 25/07/2010 : 10:44:34  Mostra Profilo Invia a enter un Messaggio Privato
I fanghi di Brindisi

di Francesca Chirico

Il mensile “Narcomafie”, pubblicato dal gruppo Abele animato da don Luigi Ciotti e realizzato in collaborazione con “Libera, associazioni, nomi e numeri contro le mafie”, ha pubblicato un interessante inchiesta relativa a una piramide di cento metri, sepolta nelle viscere di una località nel reggino che nasconde tonnellate di rifiuti pericolosi. Arrivano dalla centrale ENEL di Brindisi, e rivela un sistema di coperture e falsificazioni emerso solo grazie a uno strano via vai di camion.



Dai cancelli a 300 metri dal mar Jonio entravano pieni e uscivano vuoti. Tanti. Un serpentone di camion come a Lazzàro non se n’era mai visti, nonostante le tre fabbriche di laterizi e l’azienda siderurgica cresciute lungo la statale 106 quando anche da queste parti, dove il promontorio di Capo d’Armi segna il confine meridionale dello Stretto di Messina, si sognava il boom industriale pur vivendo di spiaggia e lidi. Nel 2005, anno in cui i camion cominciano a transitare lungo via Nazionale infilandosi ordinatamente nel recinto della ditta Certa Snc, dal sogno ci si era già svegliati da un pezzo, scoprendo che nel frattempo la spiaggia se l’era mangiata il porto-scandalo di Saline Joniche, sepolto dalla sabbia pochi chilometri più a sud insieme con l’ex Liquichimica prevista nel ’71 dal “pacchetto Colombo”.



Una piramide di fango tossico. Ai 3.500 abitanti di Lazzàro, frazione costiera del comune di Motta San Giovanni, a diciotto chilometri da Reggio Calabria, restavano il fondale roccioso amato dai sub e la rabbia di non sapere con chi prendersela. Forse chi nel 2005 firma il primo esposto-denuncia, raccontando degli autocarri all’ombra di una fornace fumante e di un’immensa cava di argilla, ha il dubbio che qualcuno stia provando a fregarli di nuovo. Ci vorranno quattro anni per passare dal piano dei sospetti a quello della cronaca giudiziaria, scoprendo che la fregatura arriva questa volta dalla più grande centrale termoelettrica d’Europa che l’ENEL ha battezzato a Brindisi con il nome di un imperatore – “Federico II” – ma che puzza lo stesso di rifiuti pericolosi. Solo tra il 2006 e il 2007 a pochi chilometri dalle case e dal mare, in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale e ritenuta di interesse comunitario (Sic), sarebbero state scaricate 100mila tonnellate di fanghi prodotti dal trattamento delle acque reflue del maga-impianto pugliese (per il Wwf la centrale a carbone più inquinante d’Italia): una piramide alta 100 metri su una base di 30 sepolta nelle viscere di Lazzàro con un tornaconto calcolato in 6.400.000 euro l’anno per i protagonisti dell’affare.



Il sistema. A maneggiare i rifiuti dell’ENEL sull’asse Brindisi-Lazzàro, per i magistrati della Procura di Reggio Calabria ci avrebbero guadagnato davvero tutti: produttori, intermediari, trasportatori e destinatari. Le dieci misure cautelari emesse dal Gip di Reggio Calabria nell’ambito dell’operazione “Leucopetra” (“pietra bianca”, il nome greco di Lazzàro) condotta dal Corpo forestale dello Satato con il coordinamento del sostituto procuratore Sara Ombra, accomunano, infatti, funzionari della centrale di Brindisi, responsabili dell’Ati (Associazione temporanea di imprese) che assicurava il trasporto e lo smaltimento della Puglia alla Calabria, proprietari e dipendenti dell’industria di laterizi di Lazzàro dove i rifiuti sarebbero stati illecitamente interrati. I reati contestati vanno dall’associazione a delinquere finalizzata al traffico illecito di rifiuti pericolosi al disastro ambientale fino alla turbativa d’asta. Pazientemente ricostruito sulla base di documenti, sopralluoghi tra Puglia e Calabria, intercettazioni telefoniche riprese video e consulenze scientifiche, il sistema si fondava su un’armonica comunione di intenti e contava su ingranaggi ben oliati. Al centro, il destino dei fanghi prodotti dalla centrale a carbone di località Cerano, a dieci chilometri da Brindisi. Quelli che la normativa comunitaria classifica con il codice Cer 100120 bollandoli come “pericolosi” per la possibile concentrazione nociva di composti di nichel e vanadio. Materiale da maneggiare con cura, insomma, e da conferire in discariche speciali. In teoria. Secondo la Procura di Reggio Calabria per i funzionari della centrale ENEL coinvolti nell’inchiesta – il responsabile dell’Ufficio Ambiente e Sicurezza Diego Baio, il responsabile dell’ufficio Appalti e acquisti per l’Italia meridionale Francesco Lemma, il funzionario per l’ufficio appalti Michele Palermo e il responsabile per la linea movimentazione Carlo Aiello, tutti agli arresti domiciliari – la pratica sarebbe stata un’altra cosa, decisamente più remunerativa. Altro che costosa discarica speciale: i fanghi di Brindisi, molto più semplicemente, sarebbero stati mescolati con altri scarti della centrale e avviati al recupero per la produzione di mattoni.



Frequenti giochi di prestigio. E il nichel e vanadio, potenzialmente cancerogeni e con effetti irreversibili? Magicamente ridotti sotto la soglia d’allarme grazie alla compiacenza di laboratori d’analisi privati che per quattro anni – accusano gli inquirenti reggini – avrebbero cambiato il bollino rosso del Cer 100121 in quello verde del Cer 100120 (fanghi non pericolosi). Un gioco di prestigio che i protagonisti dell’inchiesta avrebbero praticato piuttosto spesso. “Gli ho fatto fare il certificato come voleva lui e oggi scaricano”, si legge in un’intercettazione. Agli imprenditori brindisini Giuseppe Antonio Marraffa (Ikos Puglia) e Vito Sabatelli e al calabrese Antonio Caserta, aggiudicatari nel 2005 dell’appalto per lo smaltimento dei fanghi attraverso l’Ati “Sabatelli-Ikos Puglia-Caserta”, spettavano i compiti successivi: i camion per il trasporto, la caa per il “recupero” e il know how per superare gli eventuali intoppi erano affar loro. Sulla rotta Cerano-Capo d’Armi, percorsa secondo i calcoli di Legambiente da un traffico equivalente a 4mila Tir, si trova sempre una soluzione per ogni problema. Pure quando la prefettura di Reggio Calabria comunica “l’esistenza di pericoli di infiltrazioni mafiose nell’ambito della ditta ‘Caserta’” e l’ENEL si vede costretta a sospendere verbalmente il contratto con l’Ati. Anche allora, momentaneamente uscito dalla porta, secondo gli inquirenti il gruppo Marraffa-Sabatelli-Caserta riesce a rientrare nell’affare dalla finestra visto che il consorzio Geia, cui l’ENEL affida in via d’urgenza il servizio di smaltimento, finisce per conferire i rifiuti sempre alla ditta di Lazzàro. Alla fine sul rischio di infiltrazioni mafiose da Reggio Calabria arriverà il contrordine – “Niente più pericoli” – e l’Ati potrà tornare ufficialmente in campo con i camion di Sabatelli, la rete di conoscenze Marraffa e l’appoggio logistico di Caserta.



“Chiudete i cancelli, c’è la Forestale”.



Per quattro anni e mezzo nella grande cava di località Giammassaro a Lazzàro, alle spalle del capannone e della fornace della ditta Caserta, le ruote degli autocarri lasciano segni pesanti sul sentiero sterrato, il rumore dei cassoni nelle operazioni di scarico fa rintronare i campi. I rifiuti si accumulano, decantano, finiscono interrati e si stringono per fare spazio a tonnellate di nuovi arrivi. Alla fine si confondono con l’argilla, forse prendono la forma di mattoni. Nel frattempo la montagna cresce non vista sotto i piedi degli abitanti del paese che della centrale ENEL “Federico II” di Brindisi ignorano perfino l’esistenza.



Dello strano ingorgo di camion per le vie di Lazzàro, però, si comincia a parlare a voce sempre più alta e allarmata. Si allungano le firme sotto gli esposti-denuncia, associazioni e amministratori locali invocano chiarezza. “C’è la Forestale in ufficio”. Alle 9.31 del 31 ottobre 2007 la segretaria avverte Antonio Caserta della presenza degli investigatori presso gli uffici della ditta. Il telefono del titolare, intercettato dall’autorità giudiziaria, diventa rovente, concitato il tono delle chiamate successive. “Presto, andate alla cava e chiudete i cancelli. Fermate tutti i camion”, urla ad alcuni dipendenti prima di presentarsi con il suo sorriso migliore in ufficio da dove gli agenti del Corpo forestale preleveranno documenti e videoregistrazioni. “Mandami il verbale che ti hanno lasciato che glielo porto all’ENEL”, gli chiederà il sodale Marraffa qualche ora dopo. Quando la mattina del 12 maggio 2009 il bubbone calabro-pugliese finalmente esploderà con virulenza mediatica e sconcerto della popolazione, dall’ufficio stampa dell’ENEL faranno sapere di aver “offerto collaborazione agli inquirenti fin dal 2007 e di aver affidato da tempo una indagine interna per conoscere esattamente l’andamento della procedura di affidamento dello smaltimento rifiuti della centrale ad un consorzio d’imprese”.



“E’ un muro di gomma”.



“Non ci possono venire a dire che collaborano da un anno e aspettarsi che tutto si risolva così. Ci devono spiegare chiaramente come stanno le cose, cosa è stato interrato a Lazzàro: il loro materiale, i signori dell’ENEL devono venire qui a riprenderselo e bonificare il sito. E’ chiaro che nel processo ci costituiremo parte civile e chiederemo i danni: non è ipotizzabile che tra i vertici dell’ENEL nessuno si sia chiesto che fine avessero fatto tonnellate di rifiuti della centrale che fino al 2005 finivano in discarica speciale con un certo costo e poi sono improvvisamente spariti”. Paolo Laganà al pensiero dei 20 milioni di euro necessari per smaltire in una discarica idonea il materiale sepolto a Lazzàro si mette a ridere. Riso amaro, naturalmente: “Visto il problema dell’erosione costiera eravamo impegnati a valorizzare in chiave turistica il nostro entroterra, i nostri campi. Questa storia ci fa sentire di nuovi impotenti. Tutti i nostri sforzi sono stati ancora una volta spazzati via”. Dopo gli arresti e il sequestro dei camion e della discarica, sul suo tavolo e al suo telefono di Motta San Giovanni scorre quotidianamente un flusso vorticoso di domande. Cittadini, commercianti, operatori turistici, proprietari di seconde case che chiedono se non ci siano pericoli per la salute a trascorrere di nuovo l’estate a Lazzàro. Ai suoi, di interrogativi, ancora nessuno ha risposto. “Mi trovo davanti a un muro di gomma. Siamo l’ultimo anello di una catena che parte dalla centrale di Brindisi e che da almeno quattro anni scarica sulla nostra terra rifiuti misteriosi. Abbiamo il diritto di sapere che cosa è finito nel nostro sottosuolo, nell’acqua, nell’aria che respiriamo. Ho sollecitato immediatamente analisi accurate sul materiale della discarica, ma ancora nessuno – Arpacal o Asl – si è preoccupato di farci sapere qualcosa”. Nella discarica sequestrata dall’autorità giudiziaria, infatti, i tecnici non hanno ancora potuto mettere piede mentre, dopo aver usato parole pesanti in conferenza stampa (“Abbiamo scoperto reati che mettono a rischio la salute dei cittadini e deteriorano pericolosamente l’ambiente”), gli inquirenti reggini provano ad arginare l’allarme collettivo, negando che vi siano al momento dati certi sulla pericolosità dei rifiuti dell’ENEL.



Da rifiuti a mattoni.



La mancanza di certezze, però, lascia spazio ad ogni ipotesi e di certo non rassicura nessuno. “Siamo sicuri che tutti i fanghi tossici siano stati interrati? Esiste il rischio che invece siano stati utilizzati per la produzione di laterizi? E se sì, dove e come sono stati impiegati?”. Il presidente di Legambiente Calabria, Antonio Morabito, parla di Lazzàro, ma ha in mente Crotone, Cutro e Isola Capo Rizuto, dove l’inchiesta “Black mountains” (settembre 2008) ha scoperchiato l’uso degli scarti industriali della “Pertusola Sud” e dell’Ilva di Taranto nella produzione di conglomerato idraulico usato per la costruzione di strade, scuole, case per anziani e alloggi popolari. Ventitrè i siti sequestrati dalla procura di Crotone. Anche in quel caso, niente discarica speciale per materiale intriso di mercurio, zinco, arsenico e piombo, ma la fornace di alcune aziende i cui proprietari sono stati inquisiti insieme con tre funzionari dell’Asl di Catanzaro e il responsabile della ditta di smaltimento. Anche in quel caso i veleni viaggiavano tra Puglia e Calabra. Per questo, commentando la vicenda che coinvolge Lazzàro, Morabito ritiene “fondamentale che le indagini chiariscano al più presto l’intera filiera dei laterizi prodotti dall’azienda Caserta inquisita in questi due anni per capire gli eventuali rischi per la salute dei cittadini e dell’ambiente”.

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Franz Bunga
Utente Master



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1496 Messaggi

Inserito il - 26/07/2010 : 08:37:44  Mostra Profilo Invia a Franz Bunga un Messaggio Privato
Io quello che chiedo e se noi (il comune di Monteparano) possiamo e vogliamo costituirci parte civile nel processo che eventualmente scaturirà da queste indagini. Non è una cosa di poco conto, perchè significherebbe dimostrare concretamente che abbiamo subito un danno da ciò e dobbiamo essere risarciti in quanto vere vittime dei crimini ambientali come questi siamo noi cittadini. Visto che le autorizzazioni e le deroghe le danno a prescindere dai rilievi dei comuni, almeno facciamo sentire la nostra voce su i crimini, eventualmente conclamati.

Attendo di sapere

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Mimmo
Utente Normale


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Città: Monteparano


94 Messaggi

Inserito il - 02/08/2010 : 21:16:42  Mostra Profilo Invia a Mimmo un Messaggio Privato
Caro Franz, la lotta che abbiamo portato avanti da subito (ne ho discusso mille volte) è stata quella di affrancare il bilancio del Comune dall'allora RISTORO, quindi noi non eravamo e non siamo nella situazione di FRAGAGNANO.
La nostra posizione è quella che tu ben conosci (scritta nel nostro programma elettorale) NO! a tutte le discariche sul nostro territorio e nei territori limitrofi.
L'ho ribadito a Tutte le AIA e i VIA a cui ho partecipato a nome dell'amministrazione di MONTEPARANO.
Noi a testa alta siamo stati l'unico Comune a ribadire anche nell'ultima AIA del Luglio scorso a votare "irremovibilmente" NO!
E' scritto ed è la verità, altri anche Monteparanesi non potranno mai nè dirti nè fare questo. La mia faccia è una sola come la mia coscienza e ci tengo a tenerla pulita.

Mimmo
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Carlo
Utente Attivo


Regione: Puglia
Prov.: Taranto
Città: monteparano


710 Messaggi

Inserito il - 03/08/2010 : 00:38:56  Mostra Profilo Invia a Carlo un Messaggio Privato
Vi tenete il ristoro comunque, sapendo anche che il vostro è solo un No, che non influisce su chi ha il potere di decidere. Si possono dire tutti i no che vogliamo, tanto a dire sì sono altre istituzioni, perchè non ci troviamo nelle condizioni di opporci giuridicamente. Ci hanno sempre escluso dalle decisioni perchè non abbiamo la sovranità su quei territori,e la vecchia amministrazione fece bene a chiedere il ristoro, una specie di indennizzo per i disagi che la nostra comunità subisce. Lo avete riconosciuto anche voi quando avete stipulato il rinnovo del contratto con l'azienda interessata. E comunque un no agli ampliamenti, o a nuove discariche è un passo obbligato di chi vuol tutelare e preservare la salubrità di un territorio già mortificato e che ha già dato , si dovrebbe cambiare la legge, e dare la possibilità di decisione non solo a chi è ha la sovranità del territorio, ma anche a chi vive in prossimità del sito discarica, perchè l'aria non ha confini, il sottosuolo non ha confini. Non so se nelle valutazioni di impatto ambientale tengano conto di ciò, sicuramente si, ma per le decisioni sicuramente no.
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Franz Bunga
Utente Master



Regione: Lazio
Prov.: Roma
Città: Roma


1496 Messaggi

Inserito il - 03/08/2010 : 10:17:52  Mostra Profilo Invia a Franz Bunga un Messaggio Privato
Mimmo ha scritto:

Caro Franz, la lotta che abbiamo portato avanti da subito (ne ho discusso mille volte) è stata quella di affrancare il bilancio del Comune dall'allora RISTORO, quindi noi non eravamo e non siamo nella situazione di FRAGAGNANO.
La nostra posizione è quella che tu ben conosci (scritta nel nostro programma elettorale) NO! a tutte le discariche sul nostro territorio e nei territori limitrofi.
L'ho ribadito a Tutte le AIA e i VIA a cui ho partecipato a nome dell'amministrazione di MONTEPARANO.
Noi a testa alta siamo stati l'unico Comune a ribadire anche nell'ultima AIA del Luglio scorso a votare "irremovibilmente" NO!
E' scritto ed è la verità, altri anche Monteparanesi non potranno mai nè dirti nè fare questo. La mia faccia è una sola come la mia coscienza e ci tengo a tenerla pulita.


Si ma io sto parlando di un'altra cosa. La possibilità di costituire il comune di Monteparano parte civile nel processo (eventuale) che scaturirà dalle indagini sullo smaltimento illecito di rifiuti nel "nostro" sito. La questione del no alle discariche è un'altra, ancora più importante, ma per ora la mia richiesta si era fermata prima. Stile La Repubblica:

1) Il comune di Monteparano si costituirà parte civile se scaturirà un processo dalle indagine sul traffico illecito dei rifiuti tra le Marche e (anche) la discarica Vergine?

2) Perchè il comune di Monteparano, contrario da sempre alle discariche, non investe il ristoro ambientale in politiche ambientali? In ricerche ed analisi del territorio per verificare il reale impatto delle discariche sui cittadini di Monteparano?

3) Il comune di Monteparano è disposto a mettere un vincolo ai soldi del ristoro, in modo che tali soldi non servano a finanziare la normale vita del paese, assuefando cos'ì il bilancio a tali entrate "extra", ma servano solo alla salute dei monteparanesi?

Franz.




"i giardinetti! inospiti lande steppose. E pur si millantano in un vezzegiativo che al buon ragionare trasmette un'idea di abbindolamento" Michele Mari

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mentecat
Utente Master




2038 Messaggi

Inserito il - 07/08/2010 : 20:50:28  Mostra Profilo Invia a mentecat un Messaggio Privato
Franz Bunga ha scritto:

Mimmo ha scritto:

Caro Franz, la lotta che abbiamo portato avanti da subito (ne ho discusso mille volte) è stata quella di affrancare il bilancio del Comune dall'allora RISTORO, quindi noi non eravamo e non siamo nella situazione di FRAGAGNANO.
La nostra posizione è quella che tu ben conosci (scritta nel nostro programma elettorale) NO! a tutte le discariche sul nostro territorio e nei territori limitrofi.
L'ho ribadito a Tutte le AIA e i VIA a cui ho partecipato a nome dell'amministrazione di MONTEPARANO.
Noi a testa alta siamo stati l'unico Comune a ribadire anche nell'ultima AIA del Luglio scorso a votare "irremovibilmente" NO!
E' scritto ed è la verità, altri anche Monteparanesi non potranno mai nè dirti nè fare questo. La mia faccia è una sola come la mia coscienza e ci tengo a tenerla pulita.


Si ma io sto parlando di un'altra cosa......

......


Poiché un politico non crede mai in quello che dice, quando viene preso alla lettera rimane sempre molto sorpreso.

Charles De Gaulle



e poi:

L’abilità politica è l’abilità di prevedere quello che accadrà domani, la prossima settimana, il prossimo mese e l’anno prossimo. E di essere così abili, più tardi, da spiegare perché non è accaduto.
Winston Churchill.


e poi, ancora:

Governare è far credere.
Niccolò Machiavelli



Le tue perplessità, caro Franz, sono state capite, ma non riceverai mai una risposta.

Fattene una ragione.


La sanità mentale è un'imperfezione.

Charles Bukowski
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Amministratore
amministratore


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Inserito il - 10/08/2010 : 07:40:46  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Amministratore Invia a Amministratore un Messaggio Privato
Franz Bunga ha scritto:

1) Il comune di Monteparano si costituirà parte civile se scaturirà un processo dalle indagine sul traffico illecito dei rifiuti tra le Marche e (anche) la discarica Vergine?

2) Perchè il comune di Monteparano, contrario da sempre alle discariche, non investe il ristoro ambientale in politiche ambientali? In ricerche ed analisi del territorio per verificare il reale impatto delle discariche sui cittadini di Monteparano?

3) Il comune di Monteparano è disposto a mettere un vincolo ai soldi del ristoro, in modo che tali soldi non servano a finanziare la normale vita del paese, assuefando cos'ì il bilancio a tali entrate "extra", ma servano solo alla salute dei monteparanesi?

Franz.



Mente molto lucida quella di Franz ... Mi complimento con lui.
Le sue domande meriterebbero una risposta altrettanto chiara e netta, senza molti giri di parole.

Spero non mi si accusi di fare politica, come è già successo, ma sarebbe da criminali astenersi da simili discorsi.

Spero anche che il "ristoro" o come diavolo si chiama adesso non serva a finanziare le serate spensierate dell'estate monteparanese. Certo che ne è passata acqua sotto i ponti. Nel 1997 l'Amministrazione di sinistra, in perfetta sintonia con altre sette Amministrazioni Comunali, rifiutò i concerti di Provincia-Estate ritenendolo uno spreco di denaro pubblico ...

Le tre domande di Franz sarebbero da porre anche a tutti i futuri candidati Sindaci, non credete?


"Fatti non fummo per viver come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza"
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Franz Bunga
Utente Master



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Inserito il - 11/08/2010 : 11:53:33  Mostra Profilo Invia a Franz Bunga un Messaggio Privato
Grazie Amministratore.


Su Taranto Sera on-line leggo che Lizzano chiede aiuti economici per aumentare i controlli sulla discarica...ecco dove mi piacerebbe andassero questi "benedetti" soldi...

http://www.tarantosera.info/index.php?option=com_content&view=article&id=3174:lper-la-discarica-vergine-vogliamo-piu-controllir&catid=37:provincia&Itemid=1029

Metto poi questo link non si sai mai a qualcuno fosse sfuggita quella che è stata ribattezzata, operazione "ragnatela"...

http://www.youtube.com/watch?v=aQZgJI-pejQ&feature=player_embedded

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antonio85
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Inserito il - 13/08/2010 : 15:37:20  Mostra Profilo Invia a antonio85 un Messaggio Privato
Amministratore ha scritto:
Spero anche che il "ristoro" o come diavolo si chiama adesso non serva a finanziare le serate spensierate dell'estate monteparanese. Certo che ne è passata acqua sotto i ponti. Nel 1997 l'Amministrazione di sinistra, in perfetta sintonia con altre sette Amministrazioni Comunali, rifiutò i concerti di Provincia-Estate ritenendolo uno spreco di denaro pubblico ...

Le tre domande di Franz sarebbero da porre anche a tutti i futuri candidati Sindaci, non credete?



In effetti quella fù una chiara e giusta scelta politica fatta da 8 giunte a guida centrosinistra contro la giunta provinciale a guida centrodestra. Molto differente nei contenuiti rispetto alle scelte fatte oggi. Fino al 1997 la giunta provinciale aveva l'abitudine di "regalare" ai vari Comuni della Provincia affermati artisti con delle eccessive spese a carico della comunità. Oggi delle indubbie capacità organizzative, permettono di realizzare serate itineranti, come quella di "Miss Italia" con spese a totale carico degli sponsor. Sulla necessità di un ricco e nutrito calendario degli avvenumenti estivi bisogna vedere cosa ne pensano le varie attività commerciali locali ed i tanti cittadini che arricchiscono con la loro presenza i vari eventi.
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Franz Bunga
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Inserito il - 13/08/2010 : 16:20:33  Mostra Profilo Invia a Franz Bunga un Messaggio Privato
Mi piacerebbe che non si distogliesse troppo l'attenzione dal problema discarica con annessi crimini (da accertare, certo). Il problema del finanziamento delle serate monteparanesi rischia però di diventare di una ipocrisia unica.

Ad Antonio85 rispondo che il festeggiamento per non pensare è l'arma delle dittature e del berlusconismo (anche se poi le due cose si sovrappongono), che ci ovatta la vita per non farci vedere come stanno realmente le cose. Non è quello che accade a Monteparano, certo, ma non si deve neanche correre il rischio di avvicinarci minimamente a tali inclinazioni.

Se vuoi la mia, io preferirei sentire il parere di tecnici che dovessero verificare la salubrità dell'aria che tu, i miei amici, i miei parenti, e tutti i cittadini di monteparano respirano, e non gli interessi dei commercianti o delle persone che affollano le serate spensierate. Perchè se si dice, quast'anno niente feste ed i soldi li impegnamo nella salvaguardia della salute, tutti dovremmo ringraziare infinitamente l'uomo che prendesse tale decisione. E la mia stima nei suoi confronti, chiunque esso sia, a qualunque schieramento politico questo dica di appartenere, aumenterebbe esponenzialmente.

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Mimmo
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Città: Monteparano


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Inserito il - 13/08/2010 : 18:30:29  Mostra Profilo Invia a Mimmo un Messaggio Privato
Alle provocazioni dell'amministratore non rispondo perchè ..... non voglio rispondergli. Però sono ancora il Sindaco e lo sarò ancora a settembre, ed allora mi ricorderò di come spendere bene i soldi pubblici per magari consentire alla sua associazione di "incassare" alla franca senza spese i "contributi" dei genitori dei bambini, visto che le spese di mantenimento delle strutture utilizzate sono a carico del Comune.
E putroppo noto, che alcune memorie sono labili e dimenticano i "servizi" richiesti al Comune per le varie manifestazioni fatte (ma quelle erano "diverse"), come se chiedere i soldi per una fare una cosa non sia la stessa cosa che chiedere che quella cosa sia fornita con le casse comunali. (Totò diceva "ma mi faccia il piacere").
1) La nostra amministrazione ha affrancato il bilancio dal "disagio" (che non è un ristoro) ambientale. Ed ha utilizzato l'entrata straodinaria (fino ad ora) per opere straodinarie (esempio il campo di calcetto fra l'altro usato anche dall'associazione dell'amministratore). Inoltre la nostra amministrazione ha utilizzato l'allora "ristoro" per finanziare una serie di ricorsi (TAR, Consiglio di Stato) contro la discarica. A proposito il "Disagio" è per il passaggio dei Camion sul nostro territorio, non è un compenso per la presenza della discarica.
2) L'impatto della discarica sul nostro territorio è controllato dall'ARPA. Attenzione le analisi le effettua la ditta gestore per proprio conto e le consegna agli enti interessati, l'ARPA gira per conto suo. La Provincia e la Regione verificano i dati forniti secondo alcuni modelli imposti dalla Regione stessa. L'ASL controlla ed esprime pareri e prescrizioni, e se anzichè balbettare si leggesero i verbali si scoprirebbero le richieste di tutela sanitaria ed ambientale ed i pochi risultati ottenuti. Tenendo ben presente che non è provata (purtroppo) alcuna relazione tra la presenza della discarica e l'aumento delle neoplasie, e tenendo presente della ingombrante presenza dell'ILVA che a torto o a ragione viene considerata la causa maggiore di inquinamento.
Il macchinario che verifica la presenza di "solfidrici" in dotazione all'ARPA rileva fino alla billionesima parte (il nostro naso è più potente), il costo del macchinario in grado di equiparare il nostro naso ha un costo proibitivo.
Unica cosa ottenibile era la copertura veloce (temporalmente) dei fanchi di depurazione dell'acquedotto pugliese.
Abbiamo chiesto il non conferimento dei fanghi derivanti dalla centrale ENEL di Brindisi.
Abbiamo richiesto la presenza di alcuni pozzi intorno al perimetro della discarica per verificare eventuali sversamenti nella falda acquifera (sino ad adesso, per fortuna nulla, almeno così dicono le analisi periodiche).
Abbiamo chiesto di evitare l'immissione di gas di fermentazione nell'atmosfera e la Regione ha prescritto l'utilizzo di torce per bruciare il gas durante l'utilizzo sino alla chiusura del lotto allorquando sarà convogliato termovalorizzato. Il rimedio potrebbe essere peggiore del male (sentiremo meno puzza ma ci sarà più inquinamento atmosferico).
Abbiamo chiesto (la Regione) un maggiore controllo sul percolato e sui depositi dello stesso pretendendo un sistema di deflusso controllato per evitare perdite non documentate.
Abbiamo chiesto il rispetto delle percentuali di Eluato D.O.C. cercando di evitare il prolungamento della deroga già concessa.
Abbiamo chiesto la bonifica della vecchia discarica AMIU incontrollata in cui anche Monteparano (con tutta la Provincia) sversava i propri rifiuti RSU.
Tempo fa facemmo piazzare una centralina mobile dell'ARPA, dentro Monteparano, per le eventuali rilevazioni (nulla).
Questo per dire che ci muoviamo a tutela della salute pubblica, forse difettiamo di platealità.
Ora vorrei ribadire una richiesta "il Pedigree" (a parte Francesco che è uno dei pochi che parla e si è esposto in pubblico). A Taranto eravamo in TRE a Bari siamo rimasti in DUE a Fragagnano andammo in CINQUE e a San Marzano eravamo in QUATTRO. A Lizzano c'è un Comitato, a Fragagnano c'è un Comitato, a San Marzano c'è un Comitato e a Monteparano ci sono gli pseudonimi che scrivono e si nascondono, oltre a Franco e Mimmo che ci mettono la faccia ed altro.
vorrei continuare ma gli impegni mi chiamano.

Mimmo
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enter
Utente Super



Regione: Puglia
Prov.: Taranto
Città: Monteparano


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Inserito il - 13/08/2010 : 19:47:17  Mostra Profilo Invia a enter un Messaggio Privato
Mimmo ha scritto:

Alle provocazioni dell'amministratore non rispondo perchè ..... non voglio rispondergli. Però sono ancora il Sindaco e lo sarò ancora a settembre, ed allora mi ricorderò di come spendere bene i soldi pubblici per magari consentire alla sua associazione di "incassare" alla franca senza spese i "contributi" dei genitori dei bambini, visto che le spese di mantenimento delle strutture utilizzate sono a carico del Comune.



Francamente rimango sconcertato dalla prima parte del post di Mimmo.Sicuramente non è l'Amministratore o l'Associazione il problema,sicuramente non sono gli "pseudomini" il problema,sicuramente non sono nemmeno le poco velate minacce settembrine il problema.Il problema è e rimane il constatare se ci sono problemi legati all'ambiente e alla salute dei monteparanesi,inoltre mi preme ricordare che in campagna elettorale il Mimmo e il Franco hanno battuto e cavalcato parecchio l'argomento "discariche".
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Carlo
Utente Attivo


Regione: Puglia
Prov.: Taranto
Città: monteparano


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Inserito il - 14/08/2010 : 00:22:10  Mostra Profilo Invia a Carlo un Messaggio Privato
A Mimmo quando gli ricordano che si fanno troppe feste perde la calma, le serate ci vogliono,servono a vivacizzare le vacanze, anche perchè ne risente favorevolmente l'indotto, come ha sostenuto qualcuno, ma essere sempre in festa ,con le risorse comunali destinate a queste iniziative lievitate di molto, deve far riflettere, tutta la comunità, ce lo possiamo permettere? E se fossero i privati a garantire le spese di queste feste? quanto al problema ambientale, è giusto quello che dice mimmo quando ricorda che il ristoro, disagio che il comune riceve è esclusivamente per il transito dei camion dentro il nostro paese, ecco perchè fu una brillante iniziativa dell'amministrazione passata, perchè per la discarica nulla può fare l'amministrazione come è risaputo. quanto alla destinazione di quei fondi,meno male che ci sono altrimenti il comune non esisterebbe più. Il comitato a monteparano c'era, solo che adesso, cozzerebbe con le scelte dell'amministrazione, conservo ancora la cassetta della famosa assemblea in cui il comitaato ambientale diede il massimo della sua lotta contro le scelte della passata amministrazione, fu solo fuoco di paglia.Quanto al ricordo settembrino di Mimmo, non lo commento, ma sarà sicuramente valutato dagli amici lettori del forum.
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Franz Bunga
Utente Master



Regione: Lazio
Prov.: Roma
Città: Roma


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Inserito il - 14/08/2010 : 09:44:08  Mostra Profilo Invia a Franz Bunga un Messaggio Privato
Non vorrei che il problema discarica venisse strumentalizzato per fini diversi dalla pura e semplice salvaguardia del nostro ambiente. Per questo sono convinto che solo una cosa potra semmai liberarci da questa situazione, il risveglio della gente comune. Se ciò non accadrà ,mi dispiace dirlo, ma mai niente cambierà. Do' ragione a Mimmo sul fatto che quando c'è da mettere la faccia io stesso in prima persona ho avvertito un senso di profondo abbandono. Resta il fatto che non ha ancora risposto alle mie domande, o l'ha fatto solo in parte.

"i giardinetti! inospiti lande steppose. E pur si millantano in un vezzegiativo che al buon ragionare trasmette un'idea di abbindolamento" Michele Mari

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Amministratore
amministratore


Prov.: Taranto
Città: Monteparano


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Inserito il - 14/08/2010 : 12:50:32  Mostra Profilo  Visita l'Homepage di Amministratore Invia a Amministratore un Messaggio Privato
Mimmo ha scritto:

Alle provocazioni dell'amministratore non rispondo perchè ..... non voglio rispondergli. Però sono ancora il Sindaco e lo sarò ancora a settembre, ed allora mi ricorderò di come spendere bene i soldi pubblici per magari consentire alla sua associazione di "incassare" alla franca senza spese i "contributi" dei genitori dei bambini, visto che le spese di mantenimento delle strutture utilizzate sono a carico del Comune...



Spiace dover dire che non riesco a capire dove siano le mie provocazioni, ma purtroppo si capisce benissimo dove stanno le minacce ...

Continua un penoso atteggiamento di diffidenza nei miei confronti, nonostante io stesso recentemente mi sia recato a Canossa, pur senza alcuna colpa, per offrire tutti i chiarimenti necessari a tranquillizzare chi ci amministra. Spero sinceramente che Mimmo assuma un atteggiamento più sportivo e non veda sempre nemici ovunque, perchè la diffidenza ad oltranza fa restare senza amici.

Poi, dal momento che le minacce risvegliano il mio spirito, credo sia opportuno mettere in chiaro alcune cose:

1. l'Amministratore di questo Forum, ben noto con nome e cognome, ha il diritto di esprimere il suo parere su quello che lo circonda allo stesso modo di tutti gli altri utenti. A dir la verità io volontariamente intervengo in pochissime circostanze, proprio per non dare adito a viaggi mentali, eppure c'è sempre qualcuno che cerca significati nascosti nelle mie scarne parole;

2. l'Associazione "Monteparano.com" non è mia ma appartiene a tutti i Soci, per cui l'ostracismo già pubblicamente dichiarato (e imposto anche durante la serata del 6 agosto), come pure le preannunciate ritorsioni settembrine, oltre che far sorridere per la loro puerilità si riversano unicamente contro il puro e disinteressato spirito associativo di un intero gruppo di persone;

3. le strutture pubbliche, proprio perchè pubbliche, non sono soggette all'arbitrio di alcun amministratore di turno. Ricordarsi di come spendere bene i soldi pubblici non è una prerogativa individuale del Sindaco ma una responsabilità di tutti gli amministratori. L'attuale vicesindaco non potrà che confermare, avendo avuto modo di formarsi in una autentica palestra di trasparenza e collegialità che fu l'Amministrazione 1997-2001;

4. riguardo gli spettacoli estivi, e sorvolando sulle dichiarazioni del portavoce semi-ufficiale Antonio85 e sui suoi sforzi di giustificare tutto individuando differenze metodologiche tra eventi diversi, chiarisco per bene il mio pensiero. Ogni Amministrazione si contraddistingue per le scelte che fa e solo di quelle deve dare conto ai cittadini. Le scelte riguardano anche la politica culturale. Se quest'Amministrazione ha fatto quelle scelte vuol dire che ci crede, non conta che il taglio sia poco di sinistra e molto più platealmente berlusconiano, evidentemente è una politica molto più redditizia e adeguata ad un'Italia che invece dei libri legge i settimanali di gossip.

Per finire invito di cuore il Sindaco a non preoccuparsi troppo dell'Amministratore di questo Forum, che non ha bisogno di alcuna pubblicità gratuita dal momento che ha già troppe volte dichiarato pubblicamente la sua non disponibilità a candidarsi nelle prossime amministrative. Magari l'Amministratore di questo Forum gradirebbe, questo sì, una maggiore attenzione e una minore diffidenza verso l'Associazione "Monteparano.com", perchè il successo delle sue iniziative danno lustro alla nostra piccola cittadina e quindi anche a chi la rappresenta.

Adesso come sempre ritorno in disparte ... non senza informare gli utenti che, riguardo il cosiddetto incassare "alla franca", provvederò in questi giorni a pubblicare i bilanci delle attività sportive dell'Associazione, con l'indicazione precisa di come sono stati impiegati i contributi dei genitori dei bambini.


"Fatti non fummo per viver come bruti, ma per seguire virtute e conoscenza"
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mentecat
Utente Master




2038 Messaggi

Inserito il - 14/08/2010 : 13:48:41  Mostra Profilo Invia a mentecat un Messaggio Privato
Alla faccia del caciocavallo!!!

Sindaco, e mo?

rispunni rispù!!


P.S. quella minaccia è quanto di più ignobole ci potesse essere per la piccola comunità di Monteparano.
Poveri noi!

La sanità mentale è un'imperfezione.

Charles Bukowski
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antonio85
Utente Normale



Regione: Estero


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Inserito il - 14/08/2010 : 18:40:09  Mostra Profilo Invia a antonio85 un Messaggio Privato
Quale premessa chiedo scusa a Franz se distolgo l’interesse da una discussione certamente assai più importante, ma solo in questo spazio posso collegarmi a discussioni recenti.
Credo che Mimmo abbia esagerato nella sua disquisizione. Capisco che a volte si possa reagire con poca lucidità a dei riporti sarcastici. A volte meglio il silenzio che una sgarbata reazione. Ancora meglio sarebbe stato rendicontare un impegno di spesa di 15.500 euro (questa è la cifra impegnata per le varie manifestazioni), ma visto di aver appreso di essere stato promosso tuo semi-portavoce, sopperisco alla tua mancanza:
17 luglio – commedia - 1000 euro;
24 luglio – parodia di De Andre – 875 euro;
31 Luglio – parodia degli anni 60,70 ed 80 – 1500 euro;
4 agosto – festa degli anziani – contributo di 180 euro;
6 agosto – Ricordi – 1800 euro;
7 – 8 agosto – San Gaetano – 4000 euro;
9 agosto – Miss Italia – 0 euro;
vanno aggiunti 2000 euro quale contributo all’associazione “La fiaccola” per tutte le attività programmate alla villa ed altre piccole spese di cui al momento non sono a conoscenza.
Un amministrazione ha il DOVERE di DARE quello che una comunità richiede. Se tanta gente si riversa in piazza o alla villa ad assistere ai vari eventi, bene questo è quello che chiede e di cui ha bisogno, senza tanta filosofia di cultura di sinistra o di Berlusconismo. E’ dovere di un buon amministratore prodigarsi per garantire quanto richiesto dalla comunità, se non sbaglio è su questi valori che la giunta del 1997-2001 metteva in bilancio la somma di 18.800.000 lire per le varie attività estive.
Se le varie società e le varie associazioni hanno la necessità, per le loro finalità, delle strutture sportive, un buon amministratore ha il dovere di concederle, significando che se operano con fini di lucro, o se queste comportano degli utili, IL REGOLAMENTO COMUNALE IMPONE, che queste contribuiscano alle spese. Una proposta, tutto il ricavato in un capitolo per le necessità “ricreative annuali”, da ridistribuire tra le varie associazioni a “progetto”.
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