IL FORUM DI MONTEPARANO.COM

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silverfox
Utente Medio



437 Messaggi

Inserito il - 14/04/2012 : 12:07:44  Mostra Profilo Invia a silverfox un Messaggio Privato
massimo de giorgio ha scritto:

Questa è veramente offensiva per l'intelligenza delle persone preposte a giudicare:

PERITI ILVA SI PRONUNCIANO: A TARANTO NON C E INQUINAMENTO. «A Taranto non c’è nessuna emergenza sanitaria e ambientale; la perizia redatta dai consulenti del giudice Todisco è errata e fuorviante; il quadro ambientale è molto più rassicurante di quello che si registra in molte città italiane come Roma, Firenze, Padova, Napoli e pressoché nell’intera pianura padana ed anche all’estero (Siviglia, Tel Aviv, etc); i fenomeni tumorali a Taranto sono inferiori alla media nazionale, alla media regionale ed anche ai dati della provincia di Lecce; i tumori ai polmoni che si registrano nella popolazione maschia sono dovuti sia al pregresso utilizzo dell’amianto nei cantieri navali che ad una maggiore propensione al fumo della popolazione maschile nelle città portuali»

Non ci sono parole ma solo riflessioni, secondo loro i tumori agli apparati respiratori dei tarantini sono dovuti al fatto che nelle citta portuali si fuma di più. Mah...

prendo spunto dal tuo post , massimo, per fare una considerazione.
ho letto in alcuni post che precedono "Eppure l’Azienda si è impegnata ad investire i suoi guadagni(5 miliardi) in diversi anni proprio per questo,per essere,cioè, ecocompatibile" . mi chiedo allora se tra quanto dice l'ilva e quanto invece dicono i proprio periti non ci sia una contraddizione in tutto questo. l'uno dice che investe i propri utili per porre un freno all'inquinamento, migliorare le tecnologie ecc ecc , gli altri invece ,mi pare di capire, affermano che il problema inquinamento non è quello che vuol farsi credere.mi chiedo dunque a che serve reinvestire i prorpi utili per un problema inquinamneto che dicono inesistente?
ho letto sempre nel post di spiderman che "si vuole tutto e subito" come se gli ambientalisiti tarantini guaradno con un certo accanimento l'acciaieria dei riva e chiudano un occhio verso l'accieria dello stato. beh, credo sia superficiale affrontare la questione in questo modo. non è una questione semplicemente riconducibile al "tutto e subito", ma credo vada affrontata in modo diverso. per non farla lunga dico solo che andrebbero viste le condizioni culturali, sociali nei vari anni,una diversa coscienza ambientalista e soprattutto il fatto che gli effetti di 50 anni e più di emissioni inquinanti senza freno siano evidenti oggi.
a quei signori periti chiedo allora da dove deriva la presenza di diossina nelle lumache, nel latte materno, nelle cozze, nei prodotti e nelle carni degli ovini?
indubbiamente "chiudere l'ilva" oltre ad essere forte nella sua applicazione è forte come semplice affermazione o richiesta. si diceva anche che "Non è angosciante ma una triste e concreta verità.
È la dura realtà di una terra che non ha attualmente alternative valide e forse neanche un futuro.
Il segno lampante del fallimento di generazioni di classi politiche locali inadeguate!
Non credo che la soluzione sia chiudere l'ILVA. Certo, occorre investire in salubrità ambientale, ma come dimenticare che siamo stati trattati come una colonia?"
niente di più vero nel dire della inadeguatezza delle classi politiche locali, segno tangibile della politica spicciola, che non riusciva a guardare oltre alla punta del proprio naso una classe politica per niente lungimirante. ma non mi trovo d'accordo invece quando si parla delle assenze di alternative. le alternative ci sono, basta sedersi un attimo guardarsi negli occhi dopo aver guaradto cosa ccade nel mondo, in europa e mettersi a lavorare sodo. il problema vero credo sia quello del coraggio (i soldi pure?) che manca, non solo al territorio, ma alla stessa politica nazionale.in germania cosa ne hanno fatto delle acciaieri chiuse? ne han fatto soldi e pure tanti! ma la germania non è l'italia! un primo passo lo si è tentato di fare con le acciaierie dismesse a bagnoli, ma appunto la burocrazia , la corruzine, l'affarismo italiano ha prevalso sul bene comune, sulla voglia di riscossa e rinascita del territorio, infatti bagnoli è ancora li, con molto molto da fare ancora.
taranto? bèh, sarebbe ora di essere protagonisti!!!
http://www.touringclub.com/localita/germania/volklingen/volklingen.aspx
http://www.youtube.com/watch?v=9RVL4xbDwkc
dimenticavo un paio di cosette.... per rifare l'asfalto ai tamburi, viene eseguita daapirma una bonifica del manto da smantellare, i giardinetti e le aree a verede sempre dei tamburi sono contaminati per almeno 30-40 cm di profondità ed è fatto divieto ai bambini di giocarci....a hhh... il divieto di pascolo nel raggio di 20 km dal polo siderurgico (ma viene rispettato?)
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sasà
Utente Master


Regione: Puglia
Prov.: Taranto
Città: Monteparano


1452 Messaggi

Inserito il - 14/04/2012 : 13:45:39  Mostra Profilo Invia a sasà un Messaggio Privato
Lavoro per un’Azienda di manutenzioni industriali. Siamo presenti su quasi tutto il territorio nazionale in impianti simili all’Ilva e alla raffineria ENI di Taranto. Ultimamente sono stato a Piombino,in Toscana. E’ doveroso precisare la regione perché la stessa è tenutaria di una tradizione culturale molto legata all’ambiente e al territorio. Dicevo di Piombino. Se qualcuno c’è stato sa di cosa parlo,per chi non c’è stato mai gli consiglio di andarci,troverà in quel comune uno splendido esempio di convivenza tra industria e territorio. Giusto per capirci. L’acciaieria di Piombino,ex Italsider,è situata in città. Le mura perimetrali sono simili al nostro “muraglione” dell’arsenale. Solcano la città per quasi tutta la zona del porto industriale. Oltre all’ acciaieria,c’è un frequentatissimo porto industriale e impianti che ricevono materiali e materie prime,compresi i minerali e il greggio necessari al funzionamento degli impianti. Girando per Piombino non troverete traccia di minerale o di polveri come invece succede a Taranto,anzi,nel 2011 le coste limitrofe hanno avuto il prestigioso riconoscimento della bandiera blu. Ora,io non capisco e mi chiedo:come mai a Piombino è possibile tutto questo e a Taranto no? Mi chiedo ancora:perché a Brindisi,dove attualmente sto lavorando,l’ENI ha dismesso tutte quelle operazioni di raffinazione inquisite di “inquinamento da idrocarburi” eliminando una buona parte degli stabilimenti vecchi e bonificato il territorio,realizzando un unico impianto tecnologicamente avanzato e a Taranto si parla di raddoppiare la raffineria? Sono arrivato alla conclusione che anni di malgoverno politico,una scarsa attenzione ed educazione all’aspetto ambientale,la convinzione e il volere questo territorio come ormai votato all’industrializzazione piuttosto che all’agricoltura,alla mitilicoltura,all’artigianato e al turismo,hanno creato quella dipendenza che oggi ci tiene per la gola. Siamo,tutti,impotenti di fronte a quanto accade. L’Ilva,da parte sua e per interessi suoi,sta investendo veramente nell’ammodernamento degli impianti e nell’abbassare le emissioni inquinanti ma il danno è fatto. Le forme di inquinamento citate da Silverfox lo testimoniano. Ci vorrebbero decine e decine di anni prima di recuperare il territorio ormai saturo di molteplici tipi d’inquinamento e di materiali inquinanti,a questo aggiungiamoci l’impossibilità,la poca voglia e le poche capacità di cambiare drasticamente il futuro economico della città e di tutto quanto legato allo stabilimento. Concludendo,sono convinto che la chiusura dell’Ilva serva a poco se in contemporanea non si applicano misure atte al recupero del territorio in tutte le sue forme e nelle sue capacità produttive e alla creazione di nuove realtà economiche .Sono anche convinto che il male maggiore del nostro territorio siamo stati noi,chi ci ha rappresentato e chi continua a farlo.
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massimo de giorgio
Utente Medio


Regione: Veneto
Prov.: Vicenza
Città: thiene


210 Messaggi

Inserito il - 16/04/2012 : 01:41:25  Mostra Profilo Invia a massimo de giorgio un Messaggio Privato
SE non è possibile chiuderla, perchè l'economia della provincia è basata soprattutto su quell'industria, si provveda immediatamente alla chiusura delle cockerie (a Genova nella sua città Riva ha già provveduto), nella copertura dei minerali che raggiungono ogni angolo del quartiere Tamburi, e alla riconversione degli impianti. Si dia alla gente che sta morendo almeno la parvenza che per i loro figli la vita sarà diversa. Taranto è ammalata, la terra e il mare sono stati violentati, non ci sono cifre che possano risarcire il danno che il siderurgico ha arrecato. Il sig. Riva, sono sicuro che accadrà (probabilmente ai suoi figli), risarcirà la provincia, altro che utili. Le coscienze si stanno unendo e penso che il destino dell'azienda è segnato, è solo questione di tempo e, purtroppo, di altri morti.
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silverfox
Utente Medio



437 Messaggi

Inserito il - 16/04/2012 : 19:18:03  Mostra Profilo Invia a silverfox un Messaggio Privato
... nonostante, finalmente, se ne parli, non si ha ancora una piena consapevolezza della tragicità della situazione ...
http://www.mtvnews.it/storie/la-storia-di-cesare/
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Franz Bunga
Utente Master



Regione: Lazio
Prov.: Roma
Città: Roma


1496 Messaggi

Inserito il - 17/04/2012 : 11:12:22  Mostra Profilo Invia a Franz Bunga un Messaggio Privato
massimo de giorgio ha scritto:

SE non è possibile chiuderla, perchè l'economia della provincia è basata soprattutto su quell'industria, si provveda immediatamente alla chiusura delle cockerie (a Genova nella sua città Riva ha già provveduto), nella copertura dei minerali che raggiungono ogni angolo del quartiere Tamburi, e alla riconversione degli impianti. Si dia alla gente che sta morendo almeno la parvenza che per i loro figli la vita sarà diversa. Taranto è ammalata, la terra e il mare sono stati violentati, non ci sono cifre che possano risarcire il danno che il siderurgico ha arrecato. Il sig. Riva, sono sicuro che accadrà (probabilmente ai suoi figli), risarcirà la provincia, altro che utili. Le coscienze si stanno unendo e penso che il destino dell'azienda è segnato, è solo questione di tempo e, purtroppo, di altri morti.


I Riva (che sono di Brescia), danno la vita e la morte a Taranto. Mi piacerebbe che in questa discussione dicessero la loro i lavoratori dell'Ilva, oltre che gli abitanti di Taranto, in special modo, dei Tamburi. Questi ultimi non credo che siano presenti sul forum, i primi ci sono.

"i giardinetti! inospiti lande steppose. E pur si millantano in un vezzegiativo che al buon ragionare trasmette un'idea di abbindolamento" Michele Mari

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silverfox
Utente Medio



437 Messaggi

Inserito il - 18/04/2012 : 10:29:18  Mostra Profilo Invia a silverfox un Messaggio Privato
... non lavoro all'ilva, mio padre, si! era un inferno !!! tra l'altro poco tempo fa miosn trovato a chiacchierare con un ragazo che li ci lavora! è un inferno!!! tra l'altro, questione ambientale a parte, la situazione è molto delicata e critica sotto il profilo della sicurezza sui luoghi di lavoro. se ti succede un infortunio, non si segue esattamente la prassi prevista, ma ti "convincono" a dire altre cose una volta che sei al prontosoccorso.
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Niedzwiedz
Utente Master


Prov.: Estero
Città: Cracovia


1849 Messaggi

Inserito il - 19/04/2012 : 15:39:26  Mostra Profilo Invia a Niedzwiedz un Messaggio Privato
silverfox ha scritto:

... se ti succede un infortunio, non si segue esattamente la prassi prevista, ma ti "convincono" a dire altre cose una volta che sei al prontosoccorso....


...tipo "volevo vedere che emozione si prova a mettere il braccio nei rulli per lo scorrimento delle lastre di acciaio"...?

E qual'e' la prassi che non vogliono/non riescono ad eseguire? Non e' che magari sono le condizioni affinche' tali procedure vengano eseguite a mancare?

Insomma, se ti fai male e' perche' te la sei voluta.

In certis unitas, in dubiis libertas, in omnibus caritas
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silverfox
Utente Medio



437 Messaggi

Inserito il - 19/04/2012 : 16:46:46  Mostra Profilo Invia a silverfox un Messaggio Privato
Niedzwiedz ha scritto:

silverfox ha scritto:

... se ti succede un infortunio, non si segue esattamente la prassi prevista, ma ti "convincono" a dire altre cose una volta che sei al prontosoccorso....


...tipo "volevo vedere che emozione si prova a mettere il braccio nei rulli per lo scorrimento delle lastre di acciaio"...?

E qual'e' la prassi che non vogliono/non riescono ad eseguire? Non e' che magari sono le condizioni affinche' tali procedure vengano eseguite a mancare?

Insomma, se ti fai male e' perche' te la sei voluta.


se ti fai male, il personale medico interno dovrebbe accompaganrti al pronto soccorso, questo non accade, o si evita quando possibile, per cui al pronto soccorso ci vai da solo accompaganto da un collega. ovvio poi che anche il "racconto " dell'accaduto avrà altre sfumature
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enter
Utente Super



Regione: Puglia
Prov.: Taranto
Città: Monteparano


5585 Messaggi

Inserito il - 11/02/2014 : 07:56:47  Mostra Profilo Invia a enter un Messaggio Privato
Notizia di ieri.Ennesimo sequestro e blocco delle attività alla discarica Vergine.Uno dei tanti,a breve si provvederà a sbloccare il tutto grazie alla compiacenza politica o ai risultati dei prelievi che i vari enti faranno.Intanto si continua a vivere a pochi metri da una vera e propria bomba,a pochi metri da dove,per anni e indisturbati e poco controllati,sono stati sversati rifiuti di qualsiasi natura.Sono stati stanziati dei fondi che,una volta divisi tra Campania e Puglia,dovrebbero servire almeno alla localizzazione delle varie discariche abusive e al conseguente processo di bonifica.Io mi chiedo se poi non sarebbe il caso di incominciare proprio da quelle discariche che,grazie a mille raggiri e varie interpretazioni,hanno stoccato legalmente rifiuti che per quantità e qualità sollevano dubbi e perplessità
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silverfox
Utente Medio



437 Messaggi

Inserito il - 11/02/2014 : 11:13:28  Mostra Profilo Invia a silverfox un Messaggio Privato
dici bene enter quando parli di compiacenza politica! anzi visto i trascorsi, anche in passato sono intervenuti arpa, polizia provinciale e noe avendo intravisto delle irregolarità oltre che effetti sul territorio (anche in quell'occasione la puzza ha creato "fastidi") , ma un pronto ricorso al tar lecce metteva tutto nella norma in quanto si diceva che la puzza derivava dal mal funzionamento del depuratore di lizzano ( presa in giro all'intelligenza di tutti noi!)
è bene ricordarsi però delle autorizzazioni rilasciate dalla regione, del piano delle discariche che ci vede in prima linea, come territorio di taranto, della ipocrisia dei nostri cari politici di ogni livello (basta guardare i decreti pro ilva, ma questo è altro tema), che la sera parlano di sviluppo turistico, valorizzazione dei prodotti agroalimentari , m apoi la mattina se ne escono con la "solidarietà" verso il popola campano per l'emergenza rifiuti, se ne escono con ampliamenti di discariche e via via ! il tutto mentre qui si muore a causa di ilva, monnezza (chissà che ci starà li sotto!) ricordo tra l'altro un consiglio comunale tenutosi in piazza monteparano , anni fa in cui tra gli intervenuti c'erano i sindaci die comuni interessati, l'assessore provinciale lanzo , mi pare, e in quell'occasione tante cose furono dette, condivisibili o no, tra cui però l'attuazione di misure atte ad eliminare i cattivi odori, le emissioni odorigene. era previsto, e vedeva la condivisione della stessa ditta di fiammelle (lo racconto in maniera poco tecnica) che bruciavano i gas, o ad esempio misure di mitagazione ambientale con lo scopo di formare una barriera sia visiva che per gli odori sempre. cosa di questo è stato fatto? (
ammesso che serva a qualcosa)
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